"Alla vigilia della pensione sono diventata una nota stotata di un macabro concerto"

Sono sempre stata una donna e una professionista, ho sempre fatto il mio dovere perché ero e sono tuttora convinta che la serietà, l’onestà, la dignità e la precisione ripagano sempre, qualsiasi cosa si faccia.

Evidentemente il mio modo di vivere, il mio comportamento e il mio pensare non hanno trovato riscontro nella vita e in particolare sul lavoro, specialmente negli ultimi mesi.

Il mio lavoro mi è sempre piaciuto, ho tratto grandi soddisfazioni e molteplici riconoscimenti, tanto da arrivare a coprire un incarico di alto livello. Posso dire con vanto e onore che in tutti questi anni, nonostante le varie giunte comunali e assessori alla pubblica istruzione si sono susseguiti alternandosi , il mio lavoro è stato sempre apprezzato come del resto la mia persona, proprio perché mi sono distinta per le mie doti  professionali e umane (di assessori ne voglio citare alcuni: Tina Varchetta, Stella Pizzuti, Margherita Carignola attualmente rappresentante regionale coordinamento donne FNPCISL, Natale Graziano, Labonia Giovanni).

 Con altrettanto orgoglio posso dire che ho fatto davvero una splendida carriera sperando di aver reso un ottimo servizio alla  comunità.

Si vede però che tutto questo non è servito granché o forse mi viene da pensare che la serietà, l’onestà e la dedizione non sono lodate come dovrebbe essere, anzi posso affermare che vale la regola dell’esatto contrario. Infatti proprio a fine carriera, dopo 37 anni di onorato lavoro e quando avevo pensato e in un certo senso maturato l’idea di pensionarmi e godermi finalmente il meritato riposo che, come un fulmine a ciel sereno, si è abbattuto un cataclisma su di me e sul mio lavoro, io non sono più utile o meglio io sono diventata la nota stonata di un macabro concerto.

I miei sacrifici, le mie qualifiche non sono più riconosciute, apprezzate e adatte per continuare a svolgere la mansione di funzionario. Senza essere avvisata e senza essere resa edotta sul perché è successo tutto questo, sono stata messa da parte, spogliata dal mio incarico, trattata come l’ultima ruota del carro.

Infatti, dopo che tutto è stato fatto a mia insaputa, sono venuta a conoscenza che con una delibera a cui è seguita l’assegnazione delle cariche, il Comune di Rossano non ha ritenuto più avvalersi di me come funzionario ( ex 8° q.f.)  degli uffici addetti all’assessorato alla pubblica istruzione, biblioteca, archivio, cultura,  dando incarico ad altra dipendente con qualifica inferiore alla mia (ex 7° q.f.). Non si è tenuto conto di nulla riguardo la mia carriera e il lavoro da me svolto. Cosa più grave non hanno tenuto conto che io ricoprivo anche altre cariche fra cui quella di funzioni di vicariato con ampi poteri decisionali e di firma in assenza o comunque per impedimenti del dirigente, carica datami dallo stesso dirigente.

In definitiva ho preso decisioni, firmato ogni sorta di documento o atto di estrema importanza, assumendo ogni responsabilità ed ora tutto d’un tratto non sono più capace e degna di continuare a ricoprire il mio ruolo, e ancora di dirigere un servizio che per anni ho diretto con passione e cuore.

Dopo aver raccontato tutto ciò che mi è stato fatto, posso dire davvero di sentirmi derubata, umiliata e maltrattata sia dal lato professionale sia da quello personale e soprattutto come DONNA. L’amarezza e la delusione per essere  stata così trattata in malo modo non hanno eguali, non ci sono parole per descrivere ed esprimere l’onta a cui sono stata sottoposta da persone che hanno solo pensato a fare ciò che secondo loro andava fatto senza usare equità e adottare un giusto comportamento. Dall’oggi al domani mi sono vista accantonata senza giusta spiegazione, senza plausibili motivi. Alle mie domande non hanno dato risposta, al perché di tutto questo, si sono comportati come se nulla fosse successo, passandosi la risposta da uno all’altro senza mai essere veri ed espliciti. Tutti sono a conoscenza di tutto ma nessuno, assumendosi le proprie responsabilità, ha avuto il coraggio di affrontarmi e dirmi realmente il perché di tale decisione. Parole vuote o di cortesia, scuse vacillanti e passa parole inutili tanto da farmi restare interdetta sul perché dopo tanto dare io sia rimasta con un pugno di mosche e trattata a pesci in faccia come ben servito.

Il Comune ha sempre “dato merito” a chi era prossimo al pensionamento, e a tal riguardo voglio ricordare caramente  miei colleghi Alfonso Sifonetti, , Mario Zumpano, Aldo Virelli, Gianfranco Federico e tanti altri , accompagnati e non privati della P.O. come diversamente è stato fatto con me.

Premetto che  non ho raggiunto il limite di età pensionabile previsto dalla normativa vigente e se andrò in pensione lo farò di mia iniziativa..

 

SIGISMINA PROMENZIO

EX FUNZIONARIO  SERVIZI

PUBBLICA   ISTRUZIONE, BIBLIOTECA, ARCHIVIO   E CULTURA

DEL COMUNE DI ROSSANO

 

 

 

 

Commenti   

+15 #1 Rossaniensis 2017-08-03 16:21
Una donna ed una professionista di spessore, le truppe mascariane peggio delle cavallette per questa città.
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