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A “FICO Eataly di Bologna” le eccellenze olivicole di Converso, Labonia e Renzo

Le eccellenze “evo” e cultivar rossanesi al Fico Eataly Word di Bologna, il parco agroalimentare più grande del mondo. Nelle tre settimane dedicate agli ulivi – e derivati – calabresi, nello stand allestito dalla Regione Calabria, sono stati protagonisti giovani produttori emergenti ed aziende affermate del panorama dell’alto jonio. 

Il 5 ed il 6 dicembre scorsi, lo stand calabrese ha visto, quali protagonisti assoluti, tre rossanesi: Cesare Renzo dell’azienda agricola Fratelli Renzo con il suo “Orolio” per la cultivar “dolce di Rossano”, Giandomenico Converso del Frantoio Converso per la dop “Bruzia” - Igp Calabria e Pasquale Labonia del Frantoio Labonia con l’olio Carolea le sue olive da mensa.
I tre produttori jonici, nei loro momenti di confronto, hanno affrontato diverse tematiche, in primis quel cambio di rotta verso l’eccellenza e la qualità, da parte produttori nell’ultimo decennio. Non solo: le attenzioni si sono concentrate anche verso l’export, la diversificazione delle cultivar autoctone nel rapporto con lo storico del territorio.
Due giorni intensi, dunque, con Renzo, Labonia e Converso, impreziositi da degustazioni e incontri coordinati da Rosario Franco, accademico dell’olio e analista sensoriale, nonché divulgatore agricolo dell’Arsac di Gioia Tauro, al quale sono state affidate la gestione delle tre settimane dedicate all’extravergine calabrese di qualità.
Tra i graditissimi ospiti dello stand calabrese anche il calciatore dell’Inter Andrea Ranocchia e non poteva mancare il patron di Fico Eataly, Oscar Farinetti, creatore della “Disneyland del cibo”, come è stata ribattezzata Fico che altro non è che l’acronimo di “Fabrica Italiana contadina” che racchiude centomila metri quadrati di stand e produzioni, di cui 80mila coperti, percorribile a piedi o su piste ciclabili con l’immancabile carrello della spesa. Ci sono due ettari di campi e stalle con più di duecento animali, dal maiale calabrese alla pecora di Altamura, e duemila cultivar. 

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