Prassi o rassegnazione? L’odissea quotidiana della Sanità calabrese


La Sanità in Calabria è, purtroppo, più spesso nota come Malasanità, pur non mancando esempi virtuosi e di eccellenze che rappresentano, però, eccezioni. Il termine “Malasanità” racchiude molteplici tematiche e aspetti il cui approfondimento richiederebbe un apposito spazio dedicato e non è ciò che ci si propone in questo articolo di denuncia.

Fermo restando “l’eroicità” dei medici, degli infermieri e degli addetti ai lavori che operano con scarsità di risorse e carenza di mezzi, lo stesso non può certamente dirsi dell’organizzazione e della gestione di tutto l’apparato sanitario. Infatti, nel “siparietto” tra chi promette la nascita di nuovi ospedali e chi, giustamente, nel frattempo (in realtà considerati i tempi forse in maniera permanente) chiede un potenziamento dei servizi in loco agli ospedali e ai rispettivi reparti già esistenti, a pagarne le spese è sempre il cittadino. Numerose le segnalazioni di difficoltà disparate di utenti che incombono nelle tante lacune della nostra Sanità.
Tra i tanti problemi che quotidianamente vengono segnalati presso il «Centro di ascolto di aiuto allaVita e alla Persona» - strumento messo a servizio della comunità dal Movimento per la Vita di Corigliano-Rossano sito in via Pietro Malena n°15, Corigliano-Rossano, località Rossano – numerosi sono quelli legati alla “violazione” del diritto alla salute, da troppo tempo ormai considerato un lusso per i calabresi, specie per i residenti dell’alto ionio cosentino. Tra questi soprattutto chi deve affrontare diversi chilometri, a volte anche per delle analisi che potrebbero essere praticate nei nostri ospedali.
Un esempio è la storia della Sig.ra L. M., abitante a Corigliano – Rossano, la quale, in seguito ad una visita specialistica sostenuta a Cosenza, più volte è dovuta ritornare nel capoluogo di provincia per sostenere, e successivamente ritirare in altra data, delle analisi strumentali alla propria condizione di salute. Premesso che ogni viaggio non solo è a proprie spese, ma tra le interminabili code di attesa (ticket, visita, ecc), le coincidenze e le distanze in pullman, dura circa dalle 07:30 del mattino alle 19:30 della sera. A tutto ciò vanno, poi, aggiunti qualche distrazione e le incompatibilità fra gli orari (ad esempio tra ticket e visite), che rendono vane le faticose trasferte, proprio come è successo alla Sig.ra L. M..
Il Movimento per la Vita di Corigliano-Rossano, al fine di tutelare, promuovere e difendere in concreto i diritti inalienabili della Persona, dal sacro diritto alla Vita al diritto alla salute, lo scorso anno ha stipulato con l’Avv. Vincenzo Palopoli, una convenzione proprio inerente alla difesa delle tante persone che, come la Sig.ra L. M. protagonista dell’odierna denuncia, quotidianamente si ritrovano ad affrontare la tragica odissea della Sanità calabrese che, sommandosi ad altre problematiche come i trasporti e le infrastrutture, diviene, per alcuni, come i più anziani e i bisognosi, una battaglia già persa in partenza.
Il Movimento per la Vita si fa, in tal senso, portavoce delle tante problematiche che offendono la dignità della Vita e della Persona cercando, con perseveranza e fattiva collaborazione con le Istituzioni, di rendere questa comunità più vivibile, auspicando un futuro prossimo di Vita e speranza per tutti, dove i diritti della Persona possano essere accessibili a tutti, rendendo questo territorio motivo d’orgoglio per i propri abitanti.

MOVIMENTO PER LA VITA DI CORIGLIANO-ROSSANO

 

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