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Riflessione sull’intervento “Fusione , non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere” di Luca Latella

L’argomento della fusione delle due città di Rossano e Corigliano è oggetto di diversi interventi. Tra tutti quello di Luca Latella riportato sui blog delle rispettive città  del 18.01.16 non può passare nell’indifferenza generale. La fusione di cui si parla riguarda un percorso di unione tra due città che si concluderà con un referendum elettorale delle due comunità.
  Latella mette in risalto che si è in attesa, a distanza di un anno, del consenso del Comune di Corigliano.


  Il Comune di Corigliano, a mio modesto avviso, ha il dovere, per non portare alle calende greche la discussione, di dare un responso motivato, positivo o negativo che sia. Tale responso è sollecitato anche dalle altre “penne”autorevoli di politici, amministratori, giornalisti, associazioni, club locali, del mondo culturale e sociale. Ad essi va l’apprezzamento e il riconoscimento per la loro partecipazione alla discussione del problema della fusione a cui pare legato l’avvenire delle due città.
  Latella porta infine come risultato finale la convinzione che la fusione si configurerà per forza di cose come “Area Vasta”, la provincia del futuro.

Qui casca l’asino! Viene proprio da dire vino vecchio in otri nuove.

  Fa meraviglia che un giornalista attento, ex direttore di un giornale locale noto e molto letto, non spenda una parola sulla costanza storica di questa aspirazione alla fusione. La classe politica e culturale del recente passato, prevedendo in prospettiva l’attuale situazione di emarginazione del territorio, aveva con lungimiranza perseguito, con il consenso di 32 comuni della fascia nord ionica, un progetto di unificazione amministrativa e politica della Sibaritide che era arrivato a configurarsi in un disegno di legge della provincia della Sibaritide. Historia magistra vitae! Essendo nutrita e diffusa la pubblicazione di notizie di quel periodo, perché non si propone una tavola rotonda per far risaltare a chi è dovuto il fallimento di quel progetto? Perché non trarre insegnamento dagli errori? Certo è che la storia di Sibari si porterà dietro il fallimento storico della mancata istituzione della provincia. Abbiamo perso già troppo tempo e troppe occasioni ed è bene ricordarlo.
  La stampa in circolazione porta tanti quesiti alla ricerca del perché di una mancata istituzione della provincia, e adesso mutatis mutandis dell’area vasta. Perché un desiderio radicato nel tessuto sociale dei nostri paesi, costantemente sostenuto e mai abbandonato trova tante difficoltà e resistenze? Chi ha ostacolato o tradito allora tale promozione che avrebbe rafforzato il prestigio e l’importanza della Sibaritide? Ma soprattutto chi vuole assumersi la responsabilità ancora oggi di mortificare le aspettative di tanti?

19.01.16
Armando Benvenuto autore dei volumi“ Per Sibari Provincia”

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