Mancati pagamenti premi comunitari e la cervellotica e farraginosa assegnazione del gasolio agricolo le questioni calde.

Coldiretti Calabria al Dipartimento Regionale Agricoltura: “Tempi certi e risposte la pazienza degli agricoltori è esaurita".

“Servono risposte immediate e certe perché la pazienza degli agricoltori si è esaurita”. La Coldiretti, suona la sveglia alla Regione sui pagamenti e gestione dei premi comunitari per l’annualità 2015 e del PSR 2007-2013 e sulla assegnazione del carburante agricolo che sta creando tanti disagi.  ARCEA  e la Regione non procedono  alla gestione delle domande di aiuti della PAC e alla liquidazione dei pagamenti a favore degli agricoltori. Un disagio economico insostenibile per le imprese agricole viste anche le ristrettezze di credito. Disfunzioni che da mesi non trovano soluzione  e restano in una palude   - sottolinea Coldiretti -.  Basta tentennamenti  - prosegue – e la risposta può essere solo una:  corrispondere in tempi brevissimi gli aiuti.  I dati sono di assoluto rilievo: oltre 200 milioni di euro i premi da liquidare, e non è stata colta la possibilità di erogare un anticipo fino al 70% entro il 30 novembre u.s. Sono  più  di 37mila gli agricoltori che non hanno avuto un centesimo per la domanda unica 2015. Dei premi 2015 del PSR quali: indennità compensativa per chi opera in aree montane e svantaggiate, per allevamenti autoctoni, benessere animale e biologico, non è chiaro lo stato dell’arte per completare le procedure e liquidare  a saldo l’aiuto ad oltre 7.000 produttori utilizzando le risorse finanziarie del nuovo PSR 2014-2020. Se fossero state definite le istruttorie si potevano, anche in questo caso,  liquidare gli anticipi entro novembre u.s. e i saldi entro dicembre, riducendo la restituzione di risorse all’Europa.  “Ritardi e meccanismi gestionali non tollerabili – rilancia  il presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro - gli agricoltori e allevatori non possono più ad accettare questi  metodi e condizioni di gestione delle risorse comunitarie. E’ evidente  - continua - che la macchina organizzativa di Arcea, che costa oltre tre milioni di €uro annui,  non funziona  e forse è  il momento di chiedersi se conviene continuare ad avere un Organismo Pagatore regionale! Si naviga poi a vista  per la remissione dei pagamenti non andati a buon fine dal mese di febbraio 2015 ad oltre 1.900 agricoltori e ad oggi non esistono indicazioni; decine di migliaia di posizioni da istruire per sbloccare l’assegnazione dei nuovi titoli, complicazioni che hanno già compromesso le attività per la presentazione di circa 90mila domande per l’annualità 2016 in parte in scadenza al 29 febbraio p.v.,  che riguarda anche i piccoli agricoltori. Vi è ancora la questione dell’apertura dei bandi entro febbraio per attivare i premi del nuovo PSR e consentire la presentazione delle domande  2016 a circa 8.000 beneficiari. . La Regione prenda atto di questo stato di cose  ed intervenga  prendendo, se necessario, decisioni anche forti”.   Ma non è finita qui! Ad aggravare la situazione, vi una procedura cervellotica e farraginosa messa in campo per l’assegnazione di gasolio agricolo. Gli agricoltori, devono farsi carico di ulteriori costi costringendoli a recarsi a Catanzaro presso la Cittadella soltanto per protocollare la richiesta. Poi le richieste protocollate vengono smistate agli Uffici Agricoli di Zona per l’esame e ritornano alla Cittadella per un altro protocollo in uscita e ancora ritrasmessi agli Uffici di Zona per il ritiro dei buoni carburanti. Un ping pong improduttivo che dura almeno venti giorni lavorativi e che impedisce  a molti, soprattutto in questo periodo ad esempio di riscaldare le serre. “Abbiamo – rafforza Molinaro – più volte sollecitato il Dipartimento Agricoltura a delegare i Centri di Assistenza Agricola (CAA) la vera casa della semplificazione per l’agricoltura,  una metodologia a portata di mano ma non si riesce a capire quali interessi ci sono a non farlo. Si predica la sburocratizzazione e dematerializzazione  - conclude -  ma gli agricoltori devono recarsi ancora alla Cittadella con le “carte” , forse perché si vuole far valere un antico vizio: il  “potere dell’ultimo timbro”.

 

 

 

 


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