Stigmatizzati toni e contenuti offensivi Istituzione.Polverone mediatico autoreferenziale costruito ad hoc
Non vi è mai stata, da parte dell’Amministrazione Comunale, alcuna censura di nessun libro né tanto meno di iniziative pubbliche di qualsiasi genere. Il diritto di riunione ed alla libera manifestazione del proprio pensiero, riconosciuto e tutelato dalla nostra Costituzione, disciplinato e regolamentato come tutti i principi fondamentali nella loro concreta espressione ed applicazione, rappresenta un elemento indiscutibile di civiltà giuridica, caposaldo delle società democratiche e pluraliste. 

Né il Sindaco né l’Esecutivo hanno mai minimamente immaginato di metterlo in discussione. Risultano pertanto destituite di ogni fondamento le ricostruzioni ed interpretazioni assurde e fuorvianti oltre che gravemente lesive dell’immagine dell’istituzione pubblica locale e dei suoi rappresentanti, strumentalmente diffuse sui media. Da una parte, si stigmatizzano senza mezzi termini toni e contenuti delle numerose accuse destinate all’indirizzo della Giunta e dei suoi singoli rappresentanti. Dall’altra, si coglie l’occasione per ribadire che non vi è stata, anche nella specifica vicenda strumentalmente portata all’attenzione dei media, alcuna e qualsivoglia determinazione discrezionale di un singolo assessore. Ogni valutazione e decisione è stata fatta ed assunta come propria dall’Esecutivo nel suo complesso e, soprattutto, nell’alveo della legalità e della necessaria cautela che deve presiedere sempre in questi casi, a tutela di tutti i soggetti e degli interessi coinvolti. Si precisa inoltre che la concessione o meno del patrocinio da parte dell’Ente pubblico deve rispondere sempre, così come accaduto anche in questo caso, a criteri e valutazioni di maggiore o minore corrispondenza dell’iniziativa pubblica di volta in volta proposta rispetto alle finalità ed agli obiettivi di interesse generale perseguiti dall’istituzione locale. Quanto, infine, all’intollerabile accusa di censura attribuita all’Esecutivo rispetto alla divulgazione dei contenuti di un libro, confondendosi artatamente con questa pratica autoritaria la semplice regolamentazione dell’utilizzo delle piazze pubbliche per ragioni di opportunità ed ordine pubblico, la sua totale inconsistenza rimane dimostrata, qualora ve ne fosse mai stato bisogno, dall’amplissima diffusione, attraverso ogni mezzo, che i contenuti di questa pubblicazione ha avuto prima, durante e soprattutto dopo questo autentico polverone mediatico costruito ad hoc, probabilmente proprio con questo malcelato obiettivo autoreferenziale degli autori.
 

 

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