Il capogruppo denuncia un omissione del segretario comunale a causa di una delibera di giunta che tratta la gestione degli impianti di illuminazione pubblica
«E’ fatto di una gravità inaudita l’aver negato l’accesso agli atti ad un consigliere comunale nell’esclusivo svolgimento del suo mandato. Valuteremo se si tratta di omissioni d’atti d’ufficio e ci determineremo di conseguenza».

Ci va giù durissimo Ernesto Rapani, capogruppo consiliare e portavoce regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale. Intento a svolgere la sua attività di consigliere comunale, nella mattinata di ieri ha chiesto al segretario generale del comune di Rossano di poter avere copia di una delibera di giunta, già registrata e numerata, non riuscendovi.

«Il segretario – spiega Rapani – si è rifiutato di fornire copia della delibera, sostenendo che non è un atto dovuto fino alla pubblicazione della stessa, violando l’art. 43, comma 2 del Tuel, il Testo Unico degli Enti Locali. La norma riconosce, infatti, come "diritto speciale" per un consigliere comunale l’acquisizione di ogni notizia utile in possesso degli uffici per l’espletamento del mandato. Un fatto certamente gravissimo anche alla luce dei richiami che il Prefetto di Cosenza ha mosso già nel recente passato al burocrate in questione. La delibera – spiega il coordinatore regionale di Fdi – tratta la gestione degli impianti di pubblica illuminazione tramite CONSIP, in questi giorni tanto chiacchierata sui marciapiedi, nei salotti, sui social e sulla stampa. Verrebbe da chiedere, quindi, il perché di cotanta riservatezza e cosa vi sia dietro. La massima andreottiana secondo la quale a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, è alimentata certamente dalla condotta ambigua del burocrate che nega un diritto, un principio, ad un consigliere comunale».

La fotografia che Rapani fornisce dell’Amministrazione comunale, tuttavia, è disarmante: «Non solo parliamo di accadimenti gravissimi causati dalla burocrazia comunale, ma anche di una maggioranza in Consiglio che non è più tale, di un’amministrazione che si regge solo grazie al grande senso di responsabilità verso la città di gruppi consiliari di minoranza. Insomma, una maggioranza in balia delle onde, costretta a subire vergognosi valzer di presenze-assenza durante i lavori del civico consesso probabilmente in base al livello di soddisfacimento di determinati appetiti».

«Un motivo in più – chiosa Ernesto Rapani – per votare SI, e che il voto favorevole al referendum consultivo per la fusione di Corigliano e Rossano, previsto per domenica 22 ottobre, possa servire per accelerare il processo e mandare a casa questa classe dirigente irresponsabile, voluta, è vero da un voto del popolo che si e presto pentito. Purtroppo pentirsi dopo, giova poco».

 

 

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