Alla luce delle inchieste di Cosenza e Cassano, i componenti del GaV chiedono al parlamentare lo stesso impegno sulle cause della chiusura del tribunale di Rossano, ancora avvolte nel mistero. Intanto Castrovillari è agli ultimi posti  
Città Corigliano/Rossano – «Chiediamo l’intervento del Senatore Morra sulla questione dell’ex tribunale di Rossano». I componenti del Gruppo d’Azione per la Verità, all’indomani dell’inchiesta scoppiata all’interno del Comune di Cosenza e del Comune di Cassano, per situazioni differenti, su impulso del Sen. Morra, si appellano al Parlamentare pentastellato

 affinché assuma in esame il grave atto di soppressione dell’ex Palazzo di Giustizia sulle cui ragioni lo Stato continua a mantenere un atteggiamento silente ed omertoso. «Da una prima analisi -affermano i movimentisti- si può cogliere come il Sen. Morra riesca ad incidere favorevolmente presso gli organismi competenti in materia di corruzione a tal punto da stimolare attività di indagine di un certo interesse. Il Sen. Morra, tra l’altro, da noi incontrato casualmente nei pressi di Palazzo Madama a Roma nel corso dell’ultima manifestazione di protesta (maggio 2017), durante una interlocuzione con alcuni manifestanti dimostrava di conoscere nel dettaglio metodi e criteri altamente sospetti adottati nell’arco di tempo 2011/2012 circa l’avvenuta chiusura del tribunale di Rossano. Spiace constatare -rileva il GaV- come alcuni senatori siano presi in considerazione dagli organi dello Stato, contrariamente ad altri che pure si sono resi protagonisti di denunce dai contenuti inquietanti. Come nel caso del Sen. Enrico Buemi, che sul “caso Rossano” ha in più circostanze denunciato l’esistenza di “carte false” e di relazioni alterate al fine di motivare l’accorpamento del tribunale di Rossano a Castrovillari. Denuncia caduta puntualmente nel vuoto».

 
A proposito del tribunale di Castrovillari, a conferma delle tesi sostenute dal GaV nei dossier inviati a tutti gli organi dello Stato (Presidente della Repubblica, Consiglio superiore della magistratura, Presidente del consiglio dei ministri, Ministro della giustizia, Corte costituzionale), si richiamano i risultati dei lavori di ricerca effettuati dal direttore del servizio di statistica ed analisi organizzativa del ministero della giustizia che in materia di contenziosi (procedimenti civili) colloca l’attuale palazzo di giustizia agli ultimi posti della graduatoria nazionale. A dimostrazione di come la riforma del sistema giudiziario nel territorio si sia rivelata negli anni un vero e proprio fallimento!.            
 
  UFFICIO COMUNICAZIONE GAV
 

 

Aggiungi commento

Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito:
I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati
VERRA' PUBBLICATO UN SOLO COMMENTO PER IP


Codice di sicurezza
Aggiorna

Crediti

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’amministratore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’amministratore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’amministratore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Ogni forma di collaborazione si intende offerta e fornita a titolo gratuito.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 

INVIA ARTICOLO

Che tempo fa