Visite invalidità, territori penalizzati. Pensioni anticipate, Fna-Epas: stop ingiustizie 
ROSSANO -  AGRICOLTURA, superare la disparità di trattamento tra i lavoratori a tempo indeterminato ed i lavoratori stagionali,  la parte più debole e anche numerosa dell’impiego agricolo. – VISITA MEDICA DI INVALIDITÀ CIVILE, alcuni territori dell’hinterland potrebbero essere penalizzati dalle distanze chilometriche.

 Pensare a soluzioni alternative. – Nate dopo l’aprile del 1952 IN PENSIONE A 67 ANNI DI ETÀ e con 20 anni di contributi lavorativi. Sanare ingiustizia e ampliare la platea dei possibili percettori dei trattamenti di anticipazione pensionistica. - Sono, queste, alcune delle tematiche e questioni affrontate nel corso del progetto di formazione promosso di recente dall’EPAS – FNA della provincia di Cosenza. A darne notizia è il direttore provinciale EPAS – FNA Pierpaolo STELLATO esprimendo soddisfazione per l’alta partecipazione registrata con 60 dipendenti e numerosi dirigenti sindacali.    Dalle procedure Inail ai nuovi ammortizzatori sociali, passando dalle nuove procedure per richiedere le prestazioni assistenziali a favore dei cittadini, fino alla questione legata al sistema pensionistico. Sono, queste, le principali tematiche trattate. Per l’occasione si è riunito anche il Direttivo provinciale dell’EPAS che si è confrontato, tra gli altri temi, sulla nuova forma di anticipazione pensionistica (APE sociale) e sulle nuove procedure per le visite mediche e l’invio delle domande di invalidità civile che decorreranno dal 1° Dicembre 2017. In merito a questa ultima questione si è rilevato che con la nuova procedura alcune incongruenze, quali la doppia visita ASL/INPS, saranno superate e che ciò comporterà sicuramente un beneficio all’utente/cittadino sia in termini di visita medica che di erogazione della stessa prestazione. VISITA MEDICA DI INVALIDITÀ CIVILE. È stato evidenziato il potenziale disagio per alcune aree periferiche della provincia, tra le più estese d’Italia, dovuto alle distanze chilometriche. Rispetto a questa problematica si chiede all’INPS di Cosenza di individuare soluzioni alternative. APE SOCIALE. Sono state evidenziate le illogicità relative ai decreti attuativi emanati dal Governo. Nella categoria dei lavoratori agricoli, precedentemente esclusi e recuperati dall’intervento del Consiglio di Stato, sono stati inseriti esclusivamente gli OTI, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato; ed esclusi gli OTD, quelli a tempo determinato ovvero i lavoratori stagionali. Considerata la natura del mercato del lavoro nella nostra provincia – dichiara STELLATO - che vede una assoluta predominanza dei rapporti stagionali nel settore, di fatto viene ad escludere la platea più numerosa e nel contempo anche la più bisognosa, trattandosi della parte che vive maggiore disagio sociale dovuto ad una occupazione prettamente precaria. Secondo il Patronato EPAS si tratta di una vera e propria disparità di trattamento che produce un’ingiustizia sociale palese a danno della parte più debole dell’impiego agricolo. LAVORATRICI DEL SETTORE PRIVATO, NATE DOPO L’APRILE DEL 1952 IN PENSIONE A 67 ANNI DI ETÀ. - La Legge FORNERO garantiva l’uscita  a 64 anni e 7 mesi, con apposita clausola di salvaguardia, soglia rimasta invariata per le lavoratrici nate anche un giorno prima della fatidica data suddetta. La deroga prevede, oltre al requisito anagrafico, quello contributivo pari a 20 anni di lavoro effettivo nel computo dei quali non potranno contare i periodi di versamenti volontari, la maternità al di fuori del rapporto di lavoro, i periodi figurativi maturati. Queste incongruenze legislative – aggiunge il Direttore hanno ridotto la platea degli aventi diritto e non rispettano gli obiettivi che lo stesso Governo si era dato. Sono state respinte circa il 70% delle richieste di Ape sociale.  Quello che si chiede con forza è che vengano sanate tali ingiustizie e sia ampliata la platea dei possibili percettori dei trattamenti di anticipazione pensionistica.  

 

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