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Vale ancora la pena andare a votare? Forse una piccola speranza non e’ ancora morta

Il popolo italiano, e della Calabria, anche nella Sibaritide , è sfiduciato e non sa più a che santo votarsi. Prima c’è stato Berlusconi e la Lega al governo e le cose in buona sostanza non sono a cambiate; i nel corso della crisi economica l’Italia ha subito un pesante tributo di tasse e di leggi “affamapopolo” ( come la legge Fornero) che ha danneggiato ancor di più la gente e penalizzato i giovani, durante i governi della sinistra, Monti, Letta ,Renzi ed ora Gentiloni. 

 Tasse, lavoro precario, disoccupazione in aumento, giovani in fuga all’estero. Il livello generale di vita del popolo italiano è peggiorato, questo è un fatto. L’Italia aveva sperato in Renzi e gli aveva tributato un consenso plebiscitario, e lui? Ha governato , sistemato i suoi stretti amici di Firenze, ha salvato coi nostri soldi alcune banche che hanno truffato migliaia di persone, ed ha cambiato il PD trasformandolo in un partito ai suoi ordini. Nel frattempo il Movimento cinquestelle è cresciuto fino a diventare prima partito di protesta, poi anche partito che governa alcune città , ed oggi primo partito d’Italia. Chi lo vota? Secondo un sondaggio pubblicato tre giorni fa dal Corriere della sera, chi vota questo movimento sono operai e giovani al 40%, seguono gli insegnanti e GLI IMPIEGATI AL 33%, poi vengono i piccoli industriali intorno al 22% e i pensionati intorno al 20%. Negli altri partiti invece PD , Forza Italia la grande maggioranza dei votanti è rappresentata da pensionati, poi in percentuali molto minori vengono le altre categorie sociali. cosa significa questo? Che in questo momento il motore economico del paese , la parte più produttiva dell’Italia è vicina al Movimento cinquestelle, o perlomeno una buona parte di essa. Perché? Diversi sono i motivi : si sono dimostrati coerenti riducendosi lo stipendio da parlamentari come avevano promesso ( con quei soldi si sono potute avviare diverse attività produttive), difendono la classe operaia e i giovani( ricordano in questo il PCI ai tempi di Berlinguer), ma soprattutto promettono di mandare nelle istituzioni gente che non ha nulla a che spartire con gli imbroglioni che purtroppo governano. Molti pensano che mandando i rappresentanti m5s si darà un colpo al sistema di potere che governa il nostro paese. Questo pensano gli italiani intervistati. In altre parole il voto ai cinquestelle è frutto un po’ dei loro meriti, ma in buona parte dei demeriti degli altri partiti. E da noi cosa è successo? La Calabria da decenni non ha rappresentanti politici che la difendano nelle aule romane o nei palazzi del potere, la classe politica calabrese è serva dei giochi di potere romani ed ha permesso che la nostra terra venisse spogliata dei suoi ospedali , dei suoi tribunali etc etc.. Abbiamo bisogno di gente che difenda i nostri interessi . Chi sono candidati nelle liste della Sibaritide? Tutti i partiti con sole due eccezioni importanti nel nostro collegio della camera e del senato hanno candidato gente imposta dall’alto che nessuno o quasi conosce , gente catapultata da altre terre, messa qui a far da bandiera in collegi dove è molto difficile che qualcuno di loro sia eletto. Due eccezioni ; il partito di Giorgia Meloni che ha candidato E. Rapani e il m5stelle che schiera tutti i candidati del posto , tre nomi sugli altri Forciniti,Sapia(Corigliano )e una donna Scutellà(Rossano) giovani avvocati o professionisti da tempo legati a questo movimento. Solo questi due partiti secondo me possono avere qualche chances seria di mandare qualche parlamentare a Roma. Con una differenza però: e qui dico la mia. Il primo è da molti anni in politica ha avuto ruoli di peso nelle istituzioni e non può in nessun modo essere considerato immune da responsabilità diciamo indirette, sul depauperamento delle istituzioni di Rossano e Corigliano( ospedali,Tribunale e Inps ed altre situazioni) se non altro perché non è riuscito a far nulla che impedisse tutto ciò. Cioè la sua presenza nelle istituzioni è stata non brillante o particolarmente incisiva, almeno per i risultati ottenuti a difesa dei nostri interessi. Gli altri sono tutti giovanissimi , solo un consigliere comunale di Corigliano c’è tra di loro e sono cinquestelle doc., figli del nostro popolo( tra l’altro uno s’impegna molto nonostante alcuni problemi di salute). Io ho la mia opinione però rispetto chi eventualmente la pensa diversamente. Penso che è venuto il momento di deciderci. vogliamo cambiare? Vogliamo che al governo ci sia una qualche speranza di interrompere questa sequela di governi contro il popolo italiano ed a favore delle grandi lobby ? Allora chi ha questa idea non può che votare cinquestelle. Se votassimo per il movimento di Giorgia Meloni finiremmo dritti dritti nelle fauci di chi ha già governato il nostro paese, e per quanto Rapani possa essere capace( o quantomeno di esperienza politica) potrebbe fare molto poco in una compagine che già ha una sua precisa linea. I cinquestelle: saranno capaci di governare? Beh bisogna metterli alla prova , per ora non lo sappiamo. Il caso di Roma non può fare testo . Le finanze romane erano già semifallite prima che Virginia Raggi governasse. Di una cosa però siamo certi: lo stipendio continueranno a ridurselo e faranno leggi in tal senso se avranno la maggioranza, e inoltre ho apprezzato molto l’idea di mandare al parlamento gente che nel suo ramo ha dimostrato capacità professionale. Es. A Crotone dove c’è una bravissima archeologa che si è battuta contro il cemento per la difesa della legalità nella pubblica amministrazione. Insomma i cinquestelle stanno diventando non solo un movimento di protesta, ma anche un movimento che vuole governare. Ed io penso che sia giusto dargli questa possibilità, anche perché l’Italia con le solite vecchie facce è già andata alla deriva. Restando a casa senza votare, solo perché delusi dai propri partiti, si rischia di restare alla finestra e di contribuire ancora di più alla confusione che già regna nell’Italia. Nella vita una volta bisogna anche essere disposti a cambiare opinione o se preferite a mettere in discussione la nostra opinione consolidata.

Fabio Menin
 

 

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