La politica degli impresentabili

Come se nulla fosse accaduto in questi anni i maggiori partiti che hanno governato presentano nelle loro liste della Calabria e del nostro territorio persone che nulla hanno a che spartire con noi. Mi riferisco al PD e a Forza Italia che sono i due partiti che qui da alcuni anni raccolgono i maggiori consensi. Non voglio nominare nessuno, solo la Lega che presenta Salvini in Calabria, uno che la Calabria se l’ha vista in cartolina è pure assai. 

L’unica eccezione nella coalizione di centrodestra è rappresentata dal candidato E. Rapani, ottima persona e del territorio, certamente, ma che ormai ha fatto il suo tempo e soprattutto nonostante avesse importanti incarichi istituzionali non è riuscito ad impedire che ci fosse sfilato sotto il naso il tribunale e i nostri ospedali venissero depotenziati fino al punto che sono rimasti quasi solo i pronto soccorsi ingolfati di barelle. Ma dove credono di andare questi partiti? Veramente pensano che gli elettori della Sibaritide siano cretini? In altre liste invece ci sono i candidati locali più credibili, in primis nei cinquestelle, ma anche in alcune formazioni minori di sinistra. Però i cinquestelle come è stato fatto acutamente notare da qualcuno sono gli unici che hanno capito al volo che nel nostro collegio c’è la fusione tra due città: essi infatti nelle loro liste presentano candidati sia di Rossano che di Corigliano, mentre le formazioni di estrema sinistra come “Potere al popolo” e “Liberi e uguali” hanno candidati solo di Corigliano.Da questa breve osservazione delle liste in campo si deve riconoscere al m5s di avere lavorato bene e di avere intenzioni da prendere in considerazione verso il nostro territorio. Mentre in passato in questo movimento c’erano solo candidati di Cosenza adesso nel nostro collegio ci sono quasi solo i nostri candidati locali. Saranno giovani sì, magari poco conosciuti al grande pubblico, però proiettati con entusiasmo in un a nuova esperienza. Naturalmente per votare questo movimento bisogna condividerne almeno un po’ alcune idee, oppure bisogna essere talmente schifati degli altri partiti che si riconosce ai cinquestelle almeno un po’ di coerenza per essersi ridotti lo stipendio da parlamentari dimostrando così di fare quello che si era promesso. Pur condividendo le loro idee molto critiche sui governi precedenti del nostro paese che hanno fatto leggi pessime che hanno impoverito di fatto la gente, però bisogna riconoscere che per governare non basta essere onesti, ma bisogna anche essere capaci di governare. Ora se si prende ad esempio il caso di Roma, come alcuni fanno, si va fuori strada, secondo me: come si fa in due anni ad aggiustare le finanze di una grande città che da decenni è in deficit? Ci voleva la bacchetta magica che neppure i cinquestelle hanno, nonostante le tante promesse o impegni che prendono. Questa volta in parlamento entrerà anche gente esperta della società civile, che è stata messa in lista nei collegi uninominali( la più vicina a noi è a Crotone dove c’è una brava studiosa del mondo antico), quindi qualche speranza in più c’è. Ora come ho detto ci sono anche altre liste ed ognuno è giusto che abbia la sua idea, che può anche essere molto diversa dai cinquestelle o da altri partiti che ho nominato: però chi va a votare questa volta si ricordi di portare con sé anche un amico che di suo non vorrebbe andare al voto: lo dico perché se più elettori vanno a votare c’è più possibilità che il 5 marzo dopo che si sapranno i risultati l’Italia abbia un governo. Se invece l’astensione sarà alta le percentuali dei partiti si assottiglieranno e comunque la confusione sarà maggiore. Chiunque fosse chiamato a governare godrà di un consenso minore e avremo quindi il rischio di vedere governi strani che non rispandono alla volontà del popolo italiano. Quindi pensateci bene prima di restare a casa il 4 marzo, se non volete che la frittata italiana diventi ancora più insipida.

Fabio Menin

 

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