La politica deve immaginare i processi futuri di sviluppo e lo può fare guardando “oltre l’orizzonte” temporale, tenendo conto delle sollecitazioni provenienti dalla società civile che deve intelligentemente accogliere se le ritiene interessanti ed utili per il bene comune. 

Dopo un iter serio e responsabile portato avanti dal Presidente della I^ commissione on. Franco Sergio, dopo l’esito favorevole del referendum popolare del mese di ottobre 2017, il Consiglio della Regione Calabria il 30 gennaio 2018 ha approvato la proposta di legge presentata dall’on. Giuseppe Graziano ed ha istituito la nuova città che si chiamerà “Corigliano Rossano”, fissandone la decorrerà dal 31 marzo 2018, giorno in cui decadranno le Giunte ed i rispettivi Consigli comunali. Verrà nominato un Commissario di Governo che, con la collaborazione dei due sindaci delle città che si sono fuse, dovrà predisporre le condizioni per preparare i cittadini ad eleggere il nuovo ed unico consiglio comunale ed il nuovo ed unico sindaco.

Una fase delicata nella quale più che mai c’è bisogno anche del contributo collaborativo delle forze sociali, dei Comitati, dell’Associazionismo in generale, degli albi professionali e rappresentanti dei diversi settori produttivi.
Sono inopportune le fughe in avanti di coloro che pensano di essere protagonisti esclusivi, non fanno bene nemmeno le critiche di coloro che si insinuano in questo processo irreversibile non per costruire ma per alimentare rancori. E’ da irresponsabili comportarsi in questi modi, SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA ed è necessario remare nella stessa direzione per costruire un futuro che appartiene a tutti. La fusione dei due comuni “cosa fatta è”, non è più il tempo di seminare divisioni e ad esprimere puerili sentimenti di livore.
Se è vero che ogni processo cammina sulle gambe degli uomini, ciascuno deve offrire il meglio di sé, senza retropensieri, senza personalismi, senza protagonismo.
Non giova a nessuno manifestare “acredine”, così come stanno facendo a mezzo stampa alcuni cittadini e pseudo scrittori. La legge è stata approvata, anche se con il voto contrario del consigliere regionale Orlandino Greco, il quale, nonostante abbia già motivato la sua posizione in consiglio regionale, continua artatamente a volere giustificare la sua contrarietà alla fusione con motivazioni inconsistenti e artificiose (da ricordarsene quando si voterà per il rinnovo del consiglio della regione). Il consigliere regionale O. Greco, personaggio di Castrolibero, poteva sprecare il suo tempo a fianco della nostra gente quando si combattevano battaglie di autonomia e di decentramento oppure quando a questo territorio venivano sottratti servizi ed uffici. Dov’era costui?
E’ un momento storico importante che richiede consapevolezza e responsabilità , i due sindaci uscenti lo sanno e devono essere in prima linea, in modo che il loro comportamento serva da esempio trainante. La presenza istituzionale molte volte si rileva determinante per prevenire ed evitare risultati deludenti come quello che si stava verificando presso la sede del consiglio regionale dove si rischiava per la mancanza di numero legale di rinviare i lavori di approvazione della legge. Loro due non erano nell’aula consiliare a Reggio Calabria, erano invece a festeggiare in un Hotel del luogo, dando tutto per scontato e abdicando di fatto a presenziare ai lavori consiliari, onere di cui si è caricata invece una delegazione di cittadini in rappresentanza del territorio organizzati dal Comitato 100 Associazioni.
Ma ormai è fatta!!
Il processo di fusione appartiene a tutti e non ai soli “eletti”, non è il tempo delle barricate , né di primogeniture, né di moniti, né di insinuazioni disfattiste; è necessario seguire il binario della integrazione e guidare il decollo socio-economico e culturale della grande città che dovrà nascere con basi solide per raggiungere gli obiettivi di sviluppo e non deludere chi spera nel cambiamento.
La società della nuova città unica deve trovare l’energia per disegnare il futuro, i giovani dovranno essere protagonisti con le loro idee progettuali e impegnarsi per creare una nuova classe dirigente, preparata e lungimirante.
Il nostro territorio non può essere più svenduto, la nuova città offre le condizioni giuridiche ed amministrative per dire alt ai saccheggi di uffici e sottrazione di servizi, che invece devono ritornare sul territorio unitamente agli investimenti necessari a cambiare il volto infrastrutturale non solo di Corigliano Rossano ma dell’interland sul quale vertono i paesi limitrofi.
E’ normale che ci sia paura quando si affronta un percorso nuovo, il consolidato fa sentire più tranquilli e sicuri, ma il cambiamento non deve impedire di immaginare un futuro di speranza.
Sviluppare una “cultura comune” è fondamentale, una premessa affinchè la nuova città di CoriglianoRossano prenda corpo e contribuisca ad armonizzare tutti i settori della società alla quale tutti dobbiamo sentire di appartenere. E’ necessario rendersi conto che abbiamo un giardino ricco di fiori che dovrà trasformarsi in frutti di cui tutti avremo bisogno.
Il processo di fusione è una scommessa, ma è anche e soprattutto una speranza del domani .
Chi crede in questo non ha paura del futuro.

F.to Enrico Iemboli
Componente Coordinamento
Comitato 100 Associazioni  

 

 

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