Quando la politica diventa una "setta"

Sono un ragazzo che è rimasto veramente disgustato dalla politica e mi chiedo che cos'è realmente oggi la politica. Sono reduce da un'esperienza a dir poco sconcertante che mi ha colpito e che vorrei raccontarvi. Facevo parte di un'organizzazione giovanile di partito che riunisce i membri al di sotto dei 30 anni. Sono stato militante di questo gruppo per ben due mesi e in questi pochi mesi da innocuo quale sono in quanto giovanissimo. Pochi giorni fa sono stato espulso e allontanato da chi evidentemente considera la politica un proprio interesse e non mira al bene comune di tutti i cittadini. 

Tutto è nato da una mia spiegazione per alcuni "scomoda" sul perché io mi sono rifiutato di recarmi ad una riunione in cui l'ordine del giorno era la campagna elettorale in vista delle elezioni imminenti del 4 marzo. I miei pensieri sono stati chiari e veritieri in quanto ho ribadito semplicemente che la campagna elettorale è un occasione per polemizzare e interferire sugli altri partiti e quindi per accentuare l'importanza del proprio partito, screditando gli altri che propongono pure degli ideali. Inoltre ho anche chiesto il perché durante l'avvicinamento alle elezioni la sala dove si svolgono le riunioni "deve essere piena", come ha sostenuto il signor E.R. e nei periodi più pacati essa era praticamente semipiena. Questa mia domanda è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Gente che io reputo ignorante mi ha minacciato dicendomi di attenermi alle idee del partito o altrimenti ero obbligato ad eliminarmi dal gruppo. Una minaccia pesante perché la società odierna deve secondo me incoraggiare chi dice la verità e chi fa di tutto per migliorare la situazione attuale, di pessimo degrado, dove alla parola "politica" associamo "compromesso", "malaffare", "opportunismo" e "lecchinaggio". Per non parlare poi dell'attaccamento condizionato certo da molti fattori, e il denaro li sa bene, alla politica da parte di certi individui, tant'è che nella sala è rimbombata la parola "minaccia". "Dobbiamo andare nelle case a stressare e perfino minacciare": questa frase è grave perché priva i cittadini di un diritto inalienabile: la libertà di pensare con la propria testa chi eleggere e chi votare. Se a quest'ora tutta questa gente così accanita per migliorare le cose, l'Italia e il luogo dove vive, migliorasse sé stessa forse il mondo sarebbe un posto migliore.

Paolo Smurra

 

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