Chiarello al veleno: È facile fare gli allenatori senza avere una squadra da allenare!     
ROSSANO – Considerando il dato Elettorale delle elezioni politiche dello scorso 4 Marzo, non vi è dubbio che in Calabria il risultato è “apparentemente” drogato dalla percentuale del Movimento 5 Stelle e “politicamente” dimostrato dal crollo esponenziale del Partito Democratico. Partendo da questo punto di vista, il presidente del coordinamento di Forza Italia Rossano, Natalino Chiarello,

 già dirigente provinciale del partito e amministratore del Comune ionico, analizza l’esito delle elezioni Politiche 2018 in Calabria, con particolare riguardo al territorio della provincia di Cosenza. Attenderemo – aggiunge Chiarello - la capacità (politica e non professionale) dei tanti eletti a rappresentare in Parlamento le peculiarità della nostra Calabria oltre a quella di far fronte ai mille problemi che dalla Sanità ai Trasporti, passando per lo sviluppo economico, attanagliano la Regione, sicuri che la gente che ha dato fiducia ad un simbolo più che ad un volto, sappia distinguere, nei prossimi appuntamenti elettorali, la protesta dalla proposta. Tornando alle ultime consultazioni, il peso elettorale di Forza Italia in Calabria, unitamente a quello della coalizione è l’unico che in termini politici ha retto allo tsunami dei pentastellati, riuscendo, nei fatti, a garantire democraticamente una opposizione al malgoverno del PD regionale. È stata una campagna elettorale anomala – dice il Presidente di FI - caratterizzata da un Partito democratico, dedito a dispensare prebende elettorali, e dai Cinque Stelle più preoccupati ad enfatizzare l’immagine del loro comico leader. Gli unici a parlare di prospettive e programmi sono stati i partiti del Centro Destra e Forza Italia. Il paragone con il precedente dato elettorale del 2013, allorquando il Popolo della Libertà calabrese maturò il 23%, accostato al risultato della sola Forza Italia in Calabria (escluso la compagine di  Alleanza Nazionale) non può che renderci orgogliosi del Lavoro perpetrato sui territori da parte del Coordinamento Regionale, consolidando un 20.11% di rappresentanza azzurra nettamente in controtendenza rispetto al dato nazionale e finanche superiore alla media del risultato nelle regioni del meridione (18.13%). Resto sempre di più convinto che il Lavoro perpetrato da Jole Santelli insieme allo stacanovista Roberto Occhiuto ed a tutto lo staff regionale, abbia portato ad operare sui territori scelte che, seppure insindacabili nella gestione dei rapporti con i partner di coalizione per gli equilibri di gestione degli stessi, hanno concesso a Forza Italia di mantenere una leadership che altrimenti non ci sarebbe stata ed avrebbero portato, nei fatti, il Centro Destra verso una deriva che avrebbe nuociuto alla democrazia nelle forme di rappresentanza della parte moderata, liberale e cattolica della nostra regione all’interno del Parlamento Italiano.  Certamente, in occasione dei prossimi appuntamenti elettorali, bisognerebbe analizzare il risultato ottenuto nelle singole municipalità senza condizionamento di vizio nei ragionamenti, per intercettare questa forma di protesta (specie nelle nuove generazioni) ed iniziare percorsi di valore amministrativo che ci portano ad essere meglio rappresentati e rappresentativi facendo leva, appunto, sulle persone, sui dirigenti, sugli amministratori, sui Sindaci e Consiglieri Regionali che – precisa - hanno inteso portare avanti il percorso condiviso e mai imposto dal Coordinamento Regionale e sarà garanzia sui territori, della volontà di continuare a portare Forza Italia ad essere forza di Governo anche in Regione Calabria. Una ultima considerazione – dice ancora Chiarello - rispetto a quanto si legge nelle interpretazioni del voto di quanti in maniera del tutto disfattista parlano di tracollo azzurro avvelenando l’entusiasmo dei 188.000 elettori che hanno scelto Forza Italia per le proposte messe in campo dal Presidente Silvio Berlusconi e dal Coordinamento Regionale, sarebbe stata una analisi identica anche se fossero stati diversi i candidati oppure è sempre il solito scherzo (tutto italiano) di essere tutti bravi allenatori della squadra del cuore con la migliore formazione in tasca? Non c’è risposta, se non nel fatto che probabilmente l’impegno è massimo quando “si è scelti”, ma inversamente proporzionale, quando si deve giocare per la squadra e allora si preferisce mostrare la bandiera, stare comodi ed aspettare il filosofico commento del “ma se..” piuttosto che – conclude - contribuire al potenziamento del consenso elettorale; ma questa è un’altra storia!

 


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