È di pochi giorni fa l’articolo pubblicato sul noto sito giornalistico Iacchitè intitolato “Città unica, i coriglianesi continueranno a pagare più tasse dei rossanesi”, che, in realtà, tuonava con un titolo molto più terribile sul sito altrepagine.it che di seguito si riporta fedelmente “Tributi: i coriglianesi pagano ed i rossanesi incassano”.


Tale notizia, in buona sostanza, vorrebbe rimarcare il complesso di inferiorità del coriglianese rispetto al rossanese che, a sua volta, grazie alla sua scaltrezza, approfitterà dei nostri dazi tributari per vivere più agiatamente.Nulla di più falso.
Occorre partire dalla legge di bilancio 2018 e dall’art. 868 che così recita: “All'articolo 20, comma 1-bis, primo periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (legge in favore delle fusioni), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole: « elevato al 50 per cento a decorrere dall'anno 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « elevato al 50 per cento per l'anno 2017 e al 60 per cento a decorrere dall'anno 2018 »”. In buona sostanza grazie agli amici rossanesi il “calderone” in cui confluiranno i fondi di entrambi gli enti potrà godere di un cospicuo aumento, per l’appunto del 60%, e sempre grazie alla commistione tra le città dello dell’alto Ionio si potrà anche godere di uno sforamento del patto di bilancio per cinque anni e già così abbiamo guadagnato un po' tutti. Andiamo però oltre.
L’art. 117 della l. 56 del 2014 sancisce che al momento dell’insediamento del gruppo di maggioranza del nuovo Comune unico, lo stesso consesso cittadino, potrà provvedere alla realizzazione di una pianificazione tributaria armonizzata evitando così ai coriglianesi il tremendo sacco che gli stessi stanno subendo in queste ore dai temibili rossanesi, ma asciugando il sudore che scende dal mio lobo frontale mi rendo anche conto che le elezioni per la città di Corigliano – Rossano si terranno nella primavera del 2019 e tiro un sospiro di sollievo vedendo la luce in fondo all’infinito tunnel.
Meglio della tragedia di Shakespeare l’articolo di cui sopra descriveva i poveri e cattivi rossanesi sfruttare gli sprovveduti ed onesti coriglianesi, certo, peccato che il Comune ausonico porti coma “pedigree” un pre-dissesto finanziario scongiurato a colpi di tagli lineari che, in una amministrazione civile, rappresentano la cosa peggiore che possa capitare, senza poi dimenticare l’ammontare del debito di Corigliano.
Cari lettori, dal tenore dell’articolo misterioso (perché non c’è la firma dell’autore) emergerebbe (forse) che tutti noi avremmo dovuto rinunciare al progetto di fusione perché non c’è stata una armonizzazione dei bilanci e delle imposte tributarie, un po' come dire che è meglio restare mediocri che puntare in alto perché il puntare in alto costa troppi rischi, beh io non ci sto, questa differenza di spesa tributaria (per niente abissale) non fermerà l’ambizione del Comune di Corigliano – Rossano e rimarco, ad abundantiam, che tale onere doveva ad ogni buon conto essere affrontato dalla due amministrazioni uscenti e sicuramente la mia di amministrazione non ha brillato per intraprendenza dato che a 4 giorni dal voto referendario si schierò apertamente per il “No” certificando una inerzia ed una inaffidabilità pantagruelica.
Appare curioso come una macchina comunale (quella coriglianese) così farraginosa ed economicamente zoppicante possa essere intesa come portatrice di una “dote” economico - tirbutaria migliore rispetto a quella rossanese alla luce degli innumerevoli ammonimenti che anche la Corte dei Conti ha notificato alla città di Corigliano.
Concludo ponendo(vi) una domanda: perché l’autore di questo articolo è rimasto misterioso?
Io credo che non sarebbe stato coerente lodare pubblicamente lo stato della casse rossanesi per denigrare le casse coriglianesi e poi, d’improvviso, cambiare radicalmente idea, e forse la mancata firma sull’articolo da me richiamato ha voluto scongiurare proprio questo rischio. Attenzione ad essere un Giano bifronte.
A buon intenditore poche parole.
Resto in attesa di vedere i sostenitori del “No” candidati a Sindaco, e resto soprattutto in attesa di sentire le loro risposte alla seguente domanda “Ma Lei essendosi schierato in senso contrario alla fusione come pensa di poter gestire il processo di fusione stesso?” e lì giù di frasi fatte, poco credibili, idiozie scarne e con tutte le relative accozzaglie dialettiche che ne deriveranno.
Buona visione a tutti ed in bocca al lupo ai pionieri del “No” che dovranno fingere di avere un’idea alternativa.
Daniele Torchiaro  


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