“La decisione del commissario alla sanità della Regione Calabria Massimo Scura, di sospendere i pagamenti per le prestazioni erogate e il taglio del budget di 20 milioni per le strutture accreditate è a dir poco irresponsabile e incomprensibile” questo il parere della Cisl cosentina.

 

“La forma di protesta che i titolari delle strutture di analisi hanno deciso di adottare ritenendo, giustamente, ormai insostenibile i ritardi nei rimborsi da parte della Regione Calabria – da lunedì 4 giugno non erogheranno servizi se non a pagamento – è una decisione che ancora una volta viene a colpire i ceti più deboli della società calabrese, a causa di una gestione della sanità improvvisata e senza una seria programmazione ma solo con tagli e posti letto e chiusura di ospedali. Il piano di rientro non ha fatto altro che a far lievitare il debito in modo vertiginoso. Non è solo il danno che gli ammalati e i bisogni di cure sono costretti a pagare senza alcuna colpa quanto tale improvvida decisione ha sulle ricadute occupazionali – si parla di una perdita di posti di lavoro che variano dai 450-500 unità lavorative – in una regione tra le prime se non la prima per numero di disoccupati – ma anche per la tenuta dell’ordine pubblico, una decisione che può diventare davvero esplosiva.Come Cisl continuiamo a denunciare questo processo di riordino della Sanita, rispetto al quale continuano a mancare equità, progettualità e confronto. La recente definizione dei nuovi livelli LEA ha ampliato fortemente il divario col resto del paese. Le scelte che si continuano a produrre, purtroppo, mettono a rischio in molte aree la continuità assistenziale. Ribadiamo con forza la totale contrarietà rispetto alle tante scelte che vengono assunte unilateralmente. Non c’è traccia della volontà di superare le criticità riconducibili ad un sistema di offerta sanitaria che ha subito in questi anni solo un taglio selvaggio di posti letto. Soprattutto riteniamo che le logiche di riorganizzazione della rete ospedaliera debbano basarsi su una attenta analisi dei bisogni sanitari dei territori e non su altri criteri che non rispondono ad interessi generali ma soddisfano solo esigenze particolari. A questo punto non c’è che da augurarsi che il neo-ministro alla Salute, la siciliana Giulia Grillo, tra i suoi primi obiettivi ci sia quello di mettere ordine nella sanità calabrese riportandola a degli standard accettabili e questo può solo avvenire, a parere di questa organizzazione sindacale, ponendo fine a questa confusionista e inconcludente fase commissariale e affidando la gestione di essa a persone di provata esperienza e fuori dalle logiche politiche e spartitore. I calabresi hanno diritto ad una sanità pubblica, giusta, efficiente e accessibile e non essere sballottati come pacchi postali da un nosocomio all’altro, attendere molti mesi per non dire anni per analisi, cure e di quant’altro necessitano, che si possa porre fine alla piaga, veramente vergognosa e non più sopportabile dell’emigrazione degli ammalati calabresi costretti, se vogliono curarsi, a recarsi loro malgrado, nelle città del nord del paese.
 

 


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