Da Cosenza l’ennesimo atto di sopraffazione nei confronti del nostro territorio. Perpetrato, questa volta, dall’interno di un organo istituzionale come la Provincia che, seppur depotenziato per effetto della Riforma Delrio, continua evidentemente a rappresentare, per qualcuno, un centro di potere.

 

Da mantenere a tutti i costi, probabilmente per permettere alla politica cosentina di continuare a reggere i propri feudi in questo comprensorio e soprattutto nell’Area urbana Corigliano-Rossano. Non si può leggere diversamente quanto sta accadendo nelle ultime ore all’interno del palazzo del governo provinciale, dove si seguita a tenere calda la poltrona ad un ex Consigliere comunale che, in base alla normativa vigente, avrebbe dovuto lasciare la carica istituzionale ormai da tre mesi. Tutti gli atti amministrativi varati dalla giunta Provinciale, a questo punto, potrebbero essere illegittimi perché deliberati anche da un rappresentante che non ha più i requisiti per continuare a rivestire il proprio ruolo istituzionale.

Ad intervenire è Giuseppe Antoniotti, solidarizzando con l’amico sindaco di Crosia Antonio Russo, vittima dell’abuso messo in atto da chi, probabilmente ha tutto l’interesse di escludere il comprensorio della Valle del Trionto, della Sibaritide e del Basso Jonio che conta oltre 100mila abitanti, dall’essere degnamente rappresentati da un Sindaco in carica, che si sta spendendo per il territorio, piuttosto che da un ex Consigliere dimissionario che ha preferito far commissariare il proprio Comune a 5 mesi dalle elezioni amministrative. E che tra l’altro non ha mosso un dito affinché Rossano non perdesse l’opportunità di attivare il Liceo Sportivo, per non parlare dello stato comatoso in cui versano le strade provinciali la cui competenza ricade proprio nella delega detenuta dallo stesso ex Consigliere comunale.

È una vergogna – incalza – che non tarderà ad avere il giusto epilogo. D’altro canto, lo stesso Prefetto di Cosenza, in merito alla vicenda si è espresso chiaramente: quel posto da Consigliere spetta ad Antonio Russo. Ogni qualvolta si è provveduto alla surroga di un Consigliere per un qualsiasi motivo – e pare strano come il Segretario Generale dell’Ente abbia supportato tale anomalia – l’Ente interessato ha innanzitutto espletato le procedure previste dalla legge, lasciando alla discrezionalità del diretto interessato la possibilità di ricorrere ad eventuali azioni di opposizione alla normativa.

Non è possibile che un’Istituzione si opponga alla legge. Sarebbe del tutto fuori da ogni logica. Il problema reale è che si confondono i ruoli Istituzionali e di rappresentanza con i poteri politici che, in questo caso, tendono palesemente a favore del Capoluogo.

Forse – conclude amareggiato Antoniotti – Rossano e Corigliano nell’ottobre 2014 hanno peccato di troppa magnanimità. Quando, con più decisione e probabilmente meno ingenuità, avrebbero potuto eleggere uno dei due Sindaci dell’Area Urbana, alla carica di Presidente della Provincia di Cosenza. Ma anche da questi errori, si impara a costruire un nuovo futuro.  

Nel ribadire il mio sostegno e la vicinanza del movimento Rossano prima di tutto all’amico Russo, lo invito a perseguire, così come sta facendo, in questa sua battaglia di legalità e giustizia che, ne sono certo, alla fine gli darà ragione.


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