Nel frattempo servono investimenti nelle strutture esistenti.

La preoccupazione espressa nei giorni scorsi per il destino del nuovo ospedale è più che giustificata. Inutile girarci intorno: l'immobilità della Regione su questo argomento lascia adito al sospetto che manchi la volontà politica di spendere i fondi sul nostro territorio, magari spostandoli altrove.

 Considerando la condotta delle istituzioni extra-locali su altri settori, nessuno si stupirebbe, indi per cui ritengo che la Regione abbia il dovere di sbloccare immediatamente l'iter per il nuovo ospedale, se necessario rescindendo il contratto con la Tecnis ed assegnando immediatamente la gara scalando la graduatoria: la sibaritide non può più aspettare, né possiamo correre il rischio che qualcuno pensi di dirottare i fondi altrove. In ogni caso quello dell'ospedale unico è un investimento per il futuro, una prospettiva da difendere che nulla a che vedere con il livello di assistenza sanitaria attuale, abbondantemente al di sotto del livello di civiltà.

In tempi non sospetti chiesi alla irresponsabile classe dirigente che ci ha governato negli ultimi anni di badare poco ad inutili cerimonie e pensare, piuttosto, di rivedere il piano di rientro sanitario di Scopelliti che chiudeva gli ospedali di Cariati e Trebisacce e accorpava Rossano e Corigliano Calabro. Un piano criminale che negli anni si è rivelato esattamente per quello che era e che viene pagato quotidianamente dai cittadini di questo territorio i quali, nonostante gli enormi sforzi del personale medico ed infermieristico, si trovano spesso di fronte a scenari terrificanti e disservizi medioevali. La verità oggettiva è che in questo territorio viene negato sistematicamente il diritto alla salute, col pretesto di una fasulla revisione delle spese, mentre vengono mantenuti concorsi ad personam (per amministrativi) ed affitti mega-galattici.

L'ufficio del commissario e la regione Calabria hanno il dovere morale prima che politico e sociale di investire ingenti fondi sugli ospedali di Rossano e Corigliano i quali risultavano già insufficienti prima della assurda chiusura degli ospedali di frontiera e dei raffazzonati spostamenti di reparti realizzati in questi mesi.

Se Oliverio trova 180 milioni di euro da regalare alle aziende dei rifiuti, trovi i soldi anche per assumere personale medico e infermieristico nello SPOKE Rossano-Corigliano e per le strumentazioni necessarie ad offrire un'offerta sanitaria almeno decente. Ricordiamo infatti che nel 2016 sono centinaia i cittadini costretti a farsi ore di macchina per ottenere esami e servizi necessari quando non vitali, a partire dalla TAC-PET che costringe i malati oncologici a spostarsi fino alla Campania. Infine mi chiedo: che fine ha fatto il provvedimento commissariale di riorganizzazione dei reparti, stranamente sensato, con cui si sarebbero dovuti creare un polo chirurgico ed un polo medico negli ospedali di Rossano e Corigliano? Mi rendo conto della difficoltà di emettere provvedimenti sensati in Calabria, tuttavia ricordo, per l'ennesima volta, l'assurdità di avere un reparto di ostetricia-ginecologia senza una sala rianimazione, senza un elisoccorso, senza un centro trasfusionale, con i mezzi del 118 utilizzati come navetta per le provette piuttosto che per rispondere alle emergenze dei cittadini.

Si tratta di uno degli aspetti assurdi dell'attuale assetto ospedaliero determinato non dal tentativo di offrire un servizio ma dalla continua conservazione di privilegi, apparati e regalie. Le Istituzioni, piuttosto di accapigliarsi tra loro e giocare sulla pelle dei cittadini, intervengano immediatamente anche per limitare una delle più rilevanti cause dell'emigrazione di massa che la sibaritide sta vivendo in questi anni, quella sanitaria.

Flavio Stasi
Candidato a Sindaco per la coalizione civica #RossanoPulita


Commenti   

Rosina
+2 #1 Rosina 2016-02-23 21:12
quando si chiama il 118 , mandano la misericordia di trebisacce,senza medico a bordo
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