E’ stato il personale della Polizia di Stato del Commissariato di Rossano a notificare all’uomo, O. M. di anni 38, la misura cautelare coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, la moglie, su richiesta del Procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Il provvedimento è stato poi emesso dal Gip Teresa Reggio.

Maltrattamenti sistematici, quotidiani, che la donna era costretta a subire dal coniuge. La donna era vittima di costanti atti di violenza fisica, morale e psicologica. Picchiata e ingiuriata e anche minacciata di morte, in alcuni casi davanti agli occhi del figlio minore. Violenze e azioni brutali compiute dal 38enne anche attraverso l’uso di social network, e che nel tempo hanno ingenerato nella donna/mamma un costante stato di paura e un fondato timore per la propria incolumità e soprattutto per quella del figlio.
Stanca e terrorizzata, la donna ha deciso di denunciare gli abusi subiti al personale della Polizia di Stato, che in successione ha effettuato le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. Da qui, la misura cautelare coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.
Non denunciare all’Autorità Giudiziaria ed alle Forze dell’Ordine soprusi ed angherie potrebbe portare a violenze ancora più gravi, e vittime inconsapevoli potrebbero essere minori che subiscono violenza psicologica, essendo segnati indelebilmente per la vita. Per tali motivi le donne e gli uomini della Polizia di Stato sono impegnati in prima linea contro la violenza di genere, non solo in campagne informative, promosse negli istituti scolastici, nelle piazze e per le strade, ma anche con il personale operativo che prontamente interviene ad ogni richiesta di aiuto. Il Questore della provincia di Cosenza, dr. Giancarlo Conticchio, invita le donne ed i figli che subiscono violenze di qualunque genere, non solo all’interno del nucleo familiare, a denunciare all’Autorità Giudiziaria ed alle Forze dell’Ordine i maltrattamenti subiti, anche anonimamente, visto che a volte la paura di denunciare induce il soggetto attivo ad amplificare tutte le forme di violenza già impunemente poste in essere, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio. Anche solo una segnalazione alle Forze di Polizia, seppur fatta in forma anonima, può interrompere la spirale della violenza, impedendo che i maltrattamenti ed i soprusi si tramutino in reati ancora più gravi.
 

 


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