«La pedagogia della delinquenza s’insegna a Roma e s’impara a Cosenza», o a Corigliano Rossano. Il virgolettato è una nostra reminiscenza di tanti anni fa, quando, da liceali politicizzati, eravamo costretti a scontrarci ideologicamente con un nostro professore d’educazione fisica e d’estrema destra, proprio quella del virgolettato politicamente intransigente sotto il profilo morale verso la politica stessa e la pubblica amministrazione, altro che il garantismo d’oggi più sciacallo del peggiore giustizialismo! Veniamo al dunque: due maxinchieste giudiziarie in pochi giorni - proprio in questi ultimi giorni -

L’operazione “Comune accordo”, svolta ieri mattina all’alba nel Comune di Corigliano-Rossano dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, che ha portato all’emissione di 40 misure cautelari tra imprenditori, professionisti, funzionari comunali ed ex rappresentanti istituzionali, per turbativa d’asta ed appalti truccati, desta forte preoccupazione e sdegno.

L’hanno chiamata Comune accordo la maxinchiesta giudiziaria durata un anno e mezzo che stamane ha disvelato nomi e ruoli del presunto affollato comitato d’affari che presiedeva l’intero sistema degli appalti pubblici nell’ex Comune di Corigliano Calabro, oggi fuso nella Città unica di Corigliano Rossano. Mesi d’intercettazioni telefoniche ed ambientali all’interno degli uffici sospetti di Palazzo Garopoli, il palazzo municipale coriglianese, hanno consentito al procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla

La Corte Suprema di Cassazione, in totale accoglimento del ricorso presentato dall’Avv. Pasquale Di Iacovo, ha annullato la misura cautelare applicata lo scorso 14 dicembre 2017 ad una delle due maestre indagate per il reato di maltrattamenti aggravati per il ricorrente utilizzo di violenze nei confronti degli alunni dell’unica scuola dell’infanzia di San Giorgio Albanese.
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