Non solo politici “di vecchio conio” tra i 195 indagati della maxinchiesta giudiziaria Flumen luto (dal latino, Fiume di fango) cui il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla fece prendere le mosse all’indomani della drammatica alluvione del 12 agosto 2015 a Corigliano Rossano, solo e soltanto per caso fortuito non tragica, vale a dire senza perdita di vite umane. Già, perché c'è pure il “nuovo che avanza” tra gli odierni accusati di concorso nel disastro ambientale colposo, l’evento del 12 agosto 2015 appunto

In totale accoglimento delle richieste avanzate dall’Avv. Francesco Nicoletti lasciano il carcere sia Pasquale De Martino sia Paolo Laurenzano, entrambi accusati di tentato omicidio in danno dei rispettivi fratelli. I due diversi e distinti provvedimenti sono stati emessi dal Gip per De Martino, dal Tribunale di Castrovillari in composizione collegiale per Laurenzano.

E’ stato il personale della Polizia di Stato del Commissariato di Rossano a notificare all’uomo, O. M. di anni 38, la misura cautelare coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, la moglie, su richiesta del Procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Il provvedimento è stato poi emesso dal Gip Teresa Reggio.

«Su Rossano risultano realizzati 21 edifici in zone ad alto rischio idrogeologico R3 ed R4, 14 dei quali senza permessi a costruire: omissioni di controllo ed autorizzazioni non legittime da parte d’alcuni dei quasi 200 indagati. Su Corigliano ben 104 edifici sono stati realizzati in zone R4, 83 dei quali senza permessi». L’ha detto il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, stamane

 

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