A Rossano l’agricoltura sta subendo un colpo mortale e le responsabilità sono chiare. In piena estate, con temperature africane che superano stabilmente i 35 gradi, il Consorzio di Bonifica sta erogando l’acqua per l’irrigazione con turni inaccettabili: una sola volta ogni 15 giorni.

Questa non è gestione dell’emergenza idrica, è la distruzione programmata del nostro lavoro. Qualsiasi agronomo sa perfettamente che irrigare un agrume ogni due settimane in queste condizioni climatiche è insostenibile. Le piante sono allo stremo e i danni sono già irreparabili:

Caduta dei frutti: Le piante disidratate stanno espellendo i frutticini per sopravvivere. Il raccolto è già in gran parte perso a terra.

Pezzature bloccate: I frutti rimasti non crescono più. Saranno invendibili perché non raggiungeranno gli standard di mercato.

Danni alle piante: Il sistema radicale si sta seccando, compromettendo non solo questa stagione, ma anche la produttività dei prossimi anni.

La siccità che colpisce il Sud è un fatto, ma non può diventare l’alibi per giustificare reti idriche colabrodo, infrastrutture fatiscenti e la totale assenza di programmazione del Consorzio. Paghiamo tasse consortili altissime per ricevere un servizio da terzo mondo. La Calabria si conferma ultima nella gestione dei servizi, ma noi agricoltori non possiamo più pagare il conto di queste inefficienze.

Stiamo rovinando l’economia agrumicola, che è la vera ossatura economica di Rossano. Se crollano gli agrumeti, crolla tutto l’indotto: braccianti, trasporti, commercio, logistica.

Pretendiamo un intervento immediato da parte del Consorzio di Bonifica e della Regione. Servono soluzioni d’urgenza e una rimodulazione dei turni idrici basata sulle reali necessità delle colture, non sulla carta. Bisogna agire oggi, perché tra altri 15 giorni nei nostri campi non ci sarà più nulla da salvare.