Corigliano-Rossano, Amarelli al convegno nazionale delle imprese familiari a Palermo

Fortunato Amarelli, amministratore delegato della storica Fabbrica di Liquirizia di Corigliano-Rossano e presidente dell’Unione Imprese Centenarie Italiane (UICI), è intervenuto venerdì 2 ottobre a Palermo al 31° Convegno Nazionale delle Aziende Familiari, promosso dall’Associazione Italiana delle Aziende Familiari (AIDAF). L’evento, dedicato al tema “Capaci di innovare: valori, strategie, continuità nelle imprese familiari”, si è concluso sabato 3 ottobre nella sessione ospitata alle Scuderie di Palazzo Reale, a Palazzo dei Normanni.

Amarelli ha portato all’incontro la prospettiva dell’UICI, che rappresenta circa sessanta realtà storiche italiane. Secondo i dati diffusi dall’associazione, oltre il 50% delle aziende associate opera nel settore agroalimentare, un comparto che secondo l’UICI riveste un ruolo significativo nella storia dell’imprenditoria nazionale e nelle filiere produttive territoriali.

Parlando all’assemblea, Amarelli ha sottolineato il legame tra longevità aziendale e territorio: «Nessuna storia imprenditoriale può essere considerata indipendentemente dal contesto nel quale si è sviluppata. La longevità trova una delle sue condizioni nel rapporto di fiducia e appartenenza tra aziende e comunità. Quando un’impresa diventa patrimonio riconosciuto del proprio territorio, la sua continuità assume un significato che supera il solo interesse economico e coinvolge l’identità collettiva».

Il presidente dell’UICI ha aggiunto che, accanto al radicamento territoriale, l’innovazione resta un elemento determinante per la tenuta nel tempo delle imprese: «La fedeltà alla propria storia non può tradursi nell’immobilità. Le aziende che hanno superato il secolo hanno dovuto affrontare cambiamenti nei consumi, nelle tecnologie e nei mercati, ripensando più volte la propria organizzazione e le proprie prospettive commerciali. La continuità, dunque, non consiste nel riprodurre indefinitamente un modello ereditato, ma nel conservarne il valore attraverso la capacità di trasformarlo».

L’attività di trasformazione della liquirizia dell’azienda Amarelli risale al 1731: in dodici generazioni, secondo quanto riportato nel comunicato, la lavorazione di questa materia prima legata alla Calabria è diventata un’esperienza imprenditoriale internazionale, mantenendo il rapporto con il territorio d’origine. Alla produzione si è affiancata la dimensione culturale rappresentata dal Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli.

Il comunicato ricorda inoltre che l’attività dell’azienda calabrese valorizza alcuni Marcatori Identitari Distintivi della Calabria: la Liquirizia di Calabria, il Concio calabrese — definito dalla fonte come primo esempio di industrializzazione per l’estrazione del succo dalla radice — e il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli, indicato come primo e unico museo al mondo dedicato alla liquirizia.