I Comitati di Futuro Nazionale di Corigliano-Rossano si schierano a favore della candidatura di Domenico Giannetta alle elezioni suppletive di Reggio Calabria, in programma il 27 e 28 settembre. A firmare la presa di posizione sono i referenti Daniele Spataro, Giovanni Dima, Maria Lores Laera e Giovanni Antoniotti.
Secondo i quattro referenti, la candidatura di Giannetta non è «una semplice competizione elettorale» ma «una sfida politica sul principio di rappresentanza e sulla dignità della Calabria».
«La nostra posizione è chiara – affermano i quattro referenti –: la Calabria non ha bisogno di candidati calati dall’alto e scelti nei palazzi romani. Ha bisogno di calabresi che conoscano questa terra, che ne abbiano vissuto i problemi e che siano pronti a difenderne gli interessi nelle istituzioni nazionali».
Il riferimento è alla scelta di Forza Italia e del coordinatore regionale Francesco Cannizzaro di puntare su Fabio Roscioli, tesoriere nazionale del partito.
«Rispettiamo la persona e il suo percorso – precisano i rappresentanti dei Comitati – ma politicamente non possiamo condividere una scelta che, ai nostri occhi, appare come l’ennesima dimostrazione di quanto poco conti il radicamento territoriale quando a decidere sono le logiche dei vertici nazionali. Reggio Calabria non è un collegio da assegnare in una stanza romana. È una comunità che merita di scegliere il proprio rappresentante».
Per i Comitati la differenza con Giannetta è netta: «Domenico Giannetta è calabrese, conosce le istituzioni, conosce il territorio e soprattutto conosce direttamente le difficoltà che ogni giorno affrontano cittadini, imprese, amministratori e famiglie. Non deve arrivare in Calabria per farsi spiegare cosa sia la Calabria».
«Cannizzaro scelga pure Roma. Noi scegliamo la Calabria»
Per i quattro referenti la candidatura di Giannetta rappresenta l’occasione per interrompere una modalità di selezione della classe dirigente che, a loro giudizio, ha spesso lasciato al territorio solo il compito di ratificare decisioni prese altrove.
«Per anni ci è stato chiesto di votare candidati indicati dai partiti. Questa volta – affermano Spataro, Dima, Lores Laera e Antoniotti – chiediamo ai calabresi di guardare prima alla persona e poi alle sigle».
«Cannizzaro ha fatto la sua scelta. Noi facciamo la nostra: stiamo con Giannetta e con una Calabria che vuole contare, non semplicemente obbedire».
Secondo i Comitati, la candidatura di Giannetta rompe un equilibrio considerato scontato da alcuni: «Qualcuno evidentemente pensava che il risultato fosse già scritto. Ma la democrazia comincia proprio quando qualcuno decide di non accettare il risultato scritto a tavolino. Giannetta è la candidatura che rimette la parola “territorio” al centro della discussione».
Il caso Amicarelli: «Il dissenso non può diventare una colpa»
Nella nota i Comitati richiamano anche la vicenda di Donatella Amicarelli, alla quale il Sindaco di Lamezia Terme ha revocato l’incarico assessorile dopo il suo avvicinamento a Futuro Nazionale.
«Donatella Amicarelli – sostengono i quattro referenti – è stata un’assessora che ha svolto il proprio incarico con serietà e impegno. La sua vicenda pone una questione politica che non può essere ignorata: in Calabria si può essere considerati capaci e meritevoli finché si appartiene a una determinata area politica e diventare improvvisamente incompatibili quando si sceglie liberamente un altro percorso?».
I Comitati non trasformano la vicenda in un’accusa personale, ma mantengono la critica politica: «Se la revoca è stata determinata dalle dinamiche politiche legate alla sua scelta di aderire a Futuro Nazionale, allora riteniamo che ci sia qualcosa che non va. La libertà politica non può essere concessa soltanto a chi resta allineato».
Il riferimento al Governatore Roberto Occhiuto è esplicito: «La stagione della politica fatta di fedeltà personali, veti e porte chiuse deve finire. Non è questo il modo in cui si costruisce una Calabria forte. La Calabria forte è quella nella quale anche chi dissente può continuare a dare il proprio contributo senza essere considerato un problema da eliminare».
«Il 27 e 28 settembre parleranno i calabresi»
Per i Comitati di Corigliano-Rossano, la sfida di Reggio Calabria assume un significato che va oltre il singolo collegio: «Il 27 e 28 settembre – concludono Spataro, Dima, Lores Laera e Antoniotti – non saranno soltanto i cittadini di Reggio Calabria a esprimersi. Sarà tutta la Calabria a guardare con attenzione a questa sfida».
«Da una parte c’è una candidatura sostenuta dai vertici di un grande partito nazionale. Dall’altra c’è Domenico Giannetta, un candidato calabrese che ha scelto di mettersi in gioco senza accettare che il destino politico della nostra terra venga deciso altrove».
«Noi diciamo ai cittadini: guardate i candidati, guardate la loro storia, guardate il loro rapporto con il territorio e poi scegliete liberamente. Perché la Calabria non è una colonia politica di Roma. E Reggio Calabria non è una poltrona da assegnare: è una comunità da rappresentare».