E’ venne il tempo del «..mi sembra…mi pare..»

E’ un tempo sospeso, di qua o di là; arriva per tutti ed è bene augurarselo. E’ vero che il poeta lo detestava, la «detestata soglia» diceva ( la sogliola lasciamola ai pescatori ), ma eravamo nell’800 quando i trent’anni valevano il doppio.

 

La ricerca scientifica mostra che il corpo non invecchia in modo costante. Si invecchia di più in due grandi picchi improvvisi: intorno ai 44 anni e intorno ai 60 anni.

In queste due età, il livello di molte molecole e proteine nel sangue cambia in modo rapido. L’invecchiamento del giovane Leopardi non era nemmeno iniziato. Lo scrivente è a posto.

Ho superato questi due picchi da tempo, adesso non invecchio più. In realtà inizia la discesa,per qualcuno la salita. Purtroppo, non scendono solo gli anni ma anche le forze, la vista, l’udito e altre delizie anatomiche e, si sa, la discesa è più faticosa e pericolosa della salita, chiedetelo agli scalatori.

E’ il tempo delle… pere mature, l’ultima parte della nostra esistenza. Quanto essa possa durare e quanta qualità in essa può esserci lo sanno solo gli…. aruspici.

Ci si incontra o ci si vede (e già questo è un mezzo miracolo), a strappi, a volte a distanza di mesi pur vivendo nella stessa città o,addirittura, nello stesso quartiere, e ci si saluta come alieni, incontri ravvicinati del terzo tipo, non sempre voluti né tanto meno cercati ( diciamolo chiaramente ).

Esiste, comunque, una fase prodromica, direi istintiva e ripetitiva. Un momento preparatorio e di finto sgomento fatto di: è lui/lei o non è lui/lei, mi sembra, mi pare… e già questa incertezza, specie per persone che conosciamo da anni e con le quali siamo cresciuti, non preannuncia niente di buono, e quando ormai l’impatto è inevitabile partono i complimenti di circostanza (cosa vuoi dirgli/le che sembra un catorcio e che il tempo con lui/lei è stato particolarmente crudele).

E, tra forzosi lazzi e squillanti frizzi, ci si radiografa reciprocamente e velocemente. La mente segue traiettorie che le parole (di circostanza) non conoscono, tipo Inside Out, s’indaga e ci si scruta, scannerizzandosi rapidamente.

«Come stai? Per te gli anni non passano mai, ma come fai, qual è il tuo segreto?» Questo ufficialmente. In realtà pensiamo: « Com’è diventata vecchia, sembra una gallina in brodo.

Ha voglia d’impiastricciarsi come le maschere del carnevale di Viareggio,perfino i ripetuti lifting si sono arresi e chiedono pietà, e non sta meglio certo lui, gallo cedrone di un tempo che fu, Nosferatu uscito dal sarcofago» .

Travestirsi da giovane o da dandy nel disperato tentativo di nascondere gli anni che, anzi, visto i patetici atteggiamenti giovanilistici, aggravano la situazione, è veramente triste. Naturalmente ognuno esclude se stesso.

Il disfacimento e la decrepitezza riguardano sempre gli altri: noi siam sempre belli e pimpanti. Vediamo i cambiamenti negli altri perché il nostro specchio interiore resta giovane, la mente non invecchia alla stessa velocità del corpo.

Assistevo a uno spettacolo l’altro giorno, in una piazza gremita, quasi tutti conoscenti, amici d’infanzia, età media oltre il mezzo secolo.

Dicevo conoscenti, sì, ma per intuito. In realtà mi parevano e mi sembravano,cercavo di soppiatto un segno fisico o una movenza che mi desse la certezza e cancellasse il mi pare e mi sembra evitandomi gaffe e figure barbine.

Più che i valenti suonatori guardavo i tanti visi, le tante persone che assistevano e che ho conosciuto da giovane, pensavo e, in dissolvenza, come un film di Paolo Genovese, vedevo come eravamo negli anni 70/80…allora sì freschi e pimpanti, non più truccati da carampane o da ridicoli e patetici damerini, bellocci di un tempo che fu.

E se è vero che la vecchiaia è una carogna, bisogna, comunque, approdarci, per non dar seguito al proverbio ……. e chi non ci arriva è una vergogna.


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