
Siamo arrivati al punto di non ritorno. Il disastro idrico che sta uccidendo gli agrumeti di Rossano non è una fatalità climatica, ma il risultato di un’incapacità gestionale che ha nomi e cognomi.
Il dato più scandaloso e inaccettabile di questa vicenda è la totale assenza di pianificazione del lavoro. Il Consorzio di Bonifica ha a disposizione 10 mesi all’anno per organizzare e programmare il fabbisogno di soli 2 mesi estivi (luglio e agosto). Dieci mesi per pulire le reti, fare manutenzione e studiare i turni idrici, eppure non lo sanno fare. Falliscono miseramente ogni singolo anno.
Il risultato è che la Calabria è rimasta l’unica regione in Italia a non avere un vero calendario di irrigazione. A Rossano non si riesce a garantire nemmeno una turnazione di base logica. Un turno irriguo di un giorno ogni quindici in piena estate non è un servizio, è la condanna a morte delle nostre aziende agricole.
Di fronte a questo scempio, l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, è totalmente assente. Non spende una singola parola sul servizio scandaloso del Consorzio di Bonifica, un ente che dovrebbe essere il cuore pulsante e il motore dell’agricoltura calabrese, e che invece ne è la tomba. L’Assessore è troppo impegnato nelle passerelle al Vinitaly per occuparsi di chi la terra la lavora davvero. È l’unico assessore all’agricoltura che non si occupa dell’agricoltura reale. Ci chiediamo come abbia fatto a prendere tutti quei voti alle ultime elezioni, e per tutelare quali interessi, se poi i produttori vengono abbandonati in questo modo.
Basta guardare appena oltre il nostro confine per capire la gravità del nostro dramma. In Basilicata, il Consorzio di Bonifica funziona, programma gli interventi e rappresenta la vera fortuna dei produttori agricoli. In Calabria, invece, è una tassa inutile e una condanna a morte per i raccolti.
Il settore agrumicolo viene letteralmente fatto a pezzi dalla politica. Anche in questo, la nostra terra si conferma desolatamente l’ultima in Italia: ultima nei servizi, ultima nella programmazione. Non chiediamo miracoli, pretendiamo solo competenza da chi è pagato per gestire le nostre risorse.