Come è dimostrato nella foto scattata il 15 febbraio 2012, alle ore 9,11, dopo tre piorni piovosi, il torrente Cino è senza acqua dovuta alla deviazione fatta a monte dal Consorzio di Bonifica per alimentare la centrale idroelettrica, messa in funzione nel mese di gennaio anche se realizzata oltre un ventennio.

I proprietari di agrumenti, lato Corigliano e lato Rossano, sono preoccupati perchè, se tale concitata azione dovesse perdurare, a soffrirne sarebbero i numerosi pozzi che ,sino allo scorso anno hanno soddisfatto le esigenze irrigue degli agrumenti, nell’estate 2013 non sarebbero in grado di dare acqua sufficiente appunto per la mancanza di infiltrazioni delle acque del torrente nel corso invernale.
Le autorità , le associazioni di categoria, il consorzio stesso non si rendono conto, ora ,del fenomeno .Nel corso dell’estate, quando  il problema si pone e impone, certamente non sapranno sopperire alla mancanza del liquido del sottosuolo.
Allora i proprietari, allarmati del fenomeno, informano le autorità civili,militari e politiche locali, provinciale e regionale, le associazioni di categoria e parimente lo stesso  consorzio di bonifica per porre rimedio in tempo utile lasciando scorrere  le acque nel letto del Torrente come  da sempre, da secoli.
Un avvertimento che non va trascurato e collocato sotto banco.
Gli agrumenti della zona Ogliatretti e Piragineti, nei due lati del torrente Cino, costituiscono il sostegno di migliaia e migliaia di persone, siano esse proprietari, siano essi operai, commercianti e così via.
Si sta costituendo un Comitato pro- difesa acque torrente Cino. Intanto alcuni proprietari sono in movimento per portare a conoscenza il fenomeno che può essere osservato se si va a verificare la magra del torrente, non dovuta alla mancata piovosità ma alla incanalazione del liquido a monte, incubato e condotto alla centrale idroelettrica di Insiti, il tutto sotto il regime del Consorzio di bonifica.Evidentemente non i dirigenti non vedono che dappertutto nascono pannelli solari per produrre energia elettrica risparmiando e vendendo all’Enel il supero della stessa. Il Consorzio di bonifica avrebbe dovuto creare tali impianti evitando futuri danni irreversibili alla coltivazione delle clementine nelle zone del torrente Cino

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