Con la presente nota si informa che, nonostante sia in atto lo “Stato di Agitazione”  dei precari, dichiarato da Lamezia Terme martedì 5 marzo 2013 dalla Federazione USB Calabria e nonostante l’effettuazione dell’incontro dell’8 marzo u.s. con l’Assessore al Lavoro Stillitani in sede di Assessorato Regionale a Catanzaro, allo stato non risulta ancora risolta la vertenza in atto degli oltre 5.000 LSU-LPU utilizzati dagli Enti locali.

     La Suprema Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune norme della Legge  n° 47 del 23 dicembre 2011 collegata alla finanziaria regionale 2012. Tra le norme dichiarate illegittime vi è l’art. 55 sul Piano di Stabilizzazione dei precari, precedentemente previsto entro il 31 dicembre 2011 e poi irresponsabilmente prorogato al 2014. Una decisione, quindi, quella della Regione Calabria, tendente a sfuggire ai limiti di scadenza dei provvedimenti, imposti dalla legge, per continuare nella prassi dei rinvii, dei tradimenti e degli inganni verso una categoria di precari i quali da molti anni garantiscono il funzionamento dei servizi negli Enti locali.

     Il Presidente della Giunta Regionale Scopelliti continua nella sua strategia del doppio gioco sulla pelle dei 5.200 precari LSU-LPU.
 
     Con la nuova e provocatoria Legge Regionale n° 10 del 21 marzo 2013 e la successiva circolare n° 1 si aggiunge il nuovo imbroglio della cancellazione delle convenzioni e l’irresponsabile decurtazione della copertura finanziaria: da 31 milioni, il fondo già destinato ai precari per tutto il 2013, a 22 milioni di euro.  Insomma ben 9 milioni spariti dal bilancio dei precari, con la conseguenza che la copertura è garantita solo fino al 15 luglio 2013.

     Che la situazione sia estremamente grave è dimostrata, anche, dalle numerose iniziative di Sindaci, parlamentari regionali e nazionali, dell’ANCI e di altri Enti dello Stato i quali lamentano e denunciano la drammaticità della questione.

     Si chiede, quindi:

1. Alla Regione Calabria ed al Governo nazionale di considerare e prendere atto della realtà del precariato calabrese ed il suo ruolo essenziale e produttivo in tutti i settori degli Enti Locali calabresi;

2. Ristabilire la legalità contrattuale e previdenziale vergognosamente violata da organi di Stato in due decenni di umiliante utilizzazione in nero e mortificante demansionamento professionale;

3. Abrogazione della Legge Regionale n° 10 del 21 marzo 2013 e attuazione di un nuovo e serio provvedimento legislativo che ripari il pasticcio normativo del Governo Scopelliti e che, sulla scia delle giuste disposizioni della Corte Costituzionale, si proceda alla definitiva e complessiva stabilizzazione dei soggetti attivi al 31/12/2012, il riconoscimento previdenziale pregresso, inserimento contrattuale e salariale nelle deficitarie piante organiche degli Enti utilizzatori.

     E’ per queste ragioni che l’Unione Sindacale di Base provinciale e regionale ha indetto lo sciopero LSU-LPU per l’intera giornata di mercoledì 8 maggio 2013 con manifestazione a Catanzaro e concentramento alle ore 10.oo nei pressi del Benny Hotel (ex Motel Agip).

     Restando a disposizione per eventuali comunicazioni o iniziative, poniamo i più distinti saluti.

                                             
                                                 Pietro  Altavilla  (cell. 347.00.53.508 – fax 0983.529593)
                                 
                            Per la Federazione Provinciale U.S.B. – Cosenza