Il “popolo” dei commercialisti dice basta e chiede al Commissario straordinario dell’ordine nazionale di valutare la situazione per prendere i dovuti e non più rinviabili provvedimenti.

E’ il Consiglio dell’ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Rossano, guidati dal presidente, Carlo Plastina, che nei giorni scorsi ha sottoscritto una lettera, dai toni alquanto risentiti, che è stata recapitata al Commissario nazionale dell’ordine, Giancarlo Taurini, al direttore generale dell’ordine, Francesca Maione, e a tutti gli ordini d’Italia. Qui di seguito si trascrive il testo integrale della lettera inviata nei giorni scorsi dall’Ordine di Rossano all’Ordine nazionale dei dottori commercialisti e firmata da tutti i componenti il Consiglio direttivo:
“Riteniamo di non poter più tacere dinnanzi ad un inesorabile decadimento della nostra Categoria agli occhi dei cittadini e delle istituzioni. Negli ultimi anni abbiamo solo assistito a cocenti sconfitte che hanno pesantemente minato la fiducia di una professione protetta dalla legge solo sulla carta. E’ ormai superfluo parlare di categorie parallele alla nostra, che svolgono la nostra medesima attività con la benedizione delle istituzioni, nonché del progressivo processo di dequalificazione del nostro operato e dei nostri meriti perpetrato nel silenzio della nostra flaccida dirigenza. Il vero termometro economico della società siamo NOI, accogliamo i nostri clienti come fossero dei pazienti, ne ascoltiamo le esigenze e le preoccupazioni, tentando anche di ricucire il loro ormai flebile rapporto con lo Stato. Ecco perché non riusciamo a comprendere:
come si e potuto accettare, a titolo gratuito, l’onere dell’invio telematico dei modelli Unico a fronte di una somma compresa tra i 15 ed i 25 curo corrisposti ai Caf per l’invio dei modelli 730;
come sì è potuto accettare, a titolo gratuito, l’onere dell’invio telematico dei modelli di pagamento F24 gravando i nostri studi di ulteriori costi per software e personale, oltre ad avere la preoccupazione e la responsabilità per il controllo del buon fine dell’addebito degli stessi;
come si è potuto accettare di non avere alcuna influenza nelle decisioni di politica fiscale lasciando che fossero adottate armi di distruzione sociale quali redditometro, accertamento sintetico e studi di settore utilizzati in maniera distruttiva;
come si è potuto accettare l’obbligo a carico delle piccole imprese di dotarsi di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata quando ancora non esistono zone di libero accesso alla linea internet e senza un’adeguata dimestichezza informatica da parte di molti utenti. Chi altri se non NOI dovrà provvedere all’attivazione di tali caselle di posta nonché al controllo dei messaggi!
Come si è potuto accettare di diventare il Data Entry di Agenzia delle Entrate, CCIAA, Inps e Inail caricandoci, a nostre spese e a titolo gratuito, della responsabilità di costituire e custodire un archivio cartaceo di tutti i documenti per almeno 10 anni;
come si è potuto accettare di essere esclusi dal ‘novero dei soggetti abilitati alla stampa dei Cud dei pensionati, rilasciati dall’Inps, e che solo una insurrezione della base della nostra categoria ha permesso la cancellazione di tale umiliante esclusione;
come si è potuto accettare di lasciare svolgere un’attività importante come quella del revisore negli enti locali gravando di responsabilità ormai disumane tutti NOI per onorari da fame e almeno 15 volte inferiori a quelli che avrebbe incassato una categoria rappresentata a dovere. Ma come si può pensare di sobbarcarsi il peso dei bilanci di Comuni che ormai Patto di Stabilità e Fiscal Compact hanno ridotto quasi in rovina per 300 curo al mese;
ci si chiede come sia possibile che la nostra categoria, con più di 100.000 iscritti, non abbia una Casa di Software tutta sua, nonostante una quota di iscrizione molto più alta rispetto alla media delle altre categorie professionali e una Cassa di Previdenza ricchissima;
come si è potuto accettare che la nostra categoria diventasse il punto di riferimento (ovviamente senza alcuna remunerazione per l’attività svolta, ma con costi assurdi da sopportare in termini di sanzioni amministrative e anche penali) per la lotta al riciclaggio. Se, ad esempio, un delinquente patentato si presenta come tale da un avvocato quest’ultimo può tranquillamente e serenamente assisterlo senza avere sul groppone il fardello degli adempimenti antiriciclaggio con le connesse responsabilità. Però se questo stesso cliente, delinquente patentato a nostra insaputa, si presenta nel nostro studio, noi siamo tenuti ad avere, a “titolo di presunzione legale”, la consapevolezza di ciò che tale cliente ha fatto o semplicemente ha in mente di fare, pur senza palesare le proprie intenzioni. Ci ritroviamo così costretti ad improvvisare la professione di “chiaroveggenti” correndo il rischio di essere accusati di esercizio abusivo di quella professione!
Non solo non siamo utili al Paese, come invece recita un costosissimo e insignificante slogan, ma stiamo anche facendo la figura dei giullari del Paese: usciamo sconfitti anche dal confronto con i tributaristi; e agli occhi dell’opinione pubblica siamo spesso additati come delinquenti che orientano i propri clienti verso il- compimento di truffe o verso comportamenti elusivi di ogni genere. MA CHE BRAVI!!! 1 TANTI EURO SPESI HANNO PORTATO UN “GRAN” RITORNO DI IMMAGINE.
Altro che professione protetta, l’albo rappresenta per noi solo un vincolo e non una prerogativa.
Riprendiamoci la dignità professionale che ci spetta, riproponiamoci come i fautori del vero cambiamento.
Dobbiamo evitare di rivedere gli artefici di questo collasso ancora in sella per dirigerci verso l’ultima e definitiva disfatta. Qui a Rossano ci proponiamo di raccogliere l’entusiasmo di tutti coloro che credono in una riaffermazione orinai necessaria della nostra Categoria, facendoci promotori presso la nostra sede di un movimento di conquista del nostro Ordine che rappresenti degnamente e con la dovuta autorevolezza tutta la categoria, composta di professionisti con la “P” maiuscola, che prima di affrontare le problematiche connesse ad una normativa sempre più astrusa e contorta, la più complessa d’Europa, hanno studiato per lunghi anni, come universitari prima, come tirocinanti poi, si sono sottoposti ad esami particolarmente gravosi ed impegnativi e poi hanno avuto il coraggio di spendersi in un mercato sempre più competitivo e affollato per guadagnarsi da vivere con serietà, professionalità e determinazione, come tutti gli altri professionisti e, forse, più degli altri!”

Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Rossano.