Questa e’ l’unica scelta ormai possibile perche’ Rossano, di fatto gia’ gravemente penalizzata e relegata a ruoli marginali in questi due anni di governo Antoniotti, possa rilanciarsi e ritornare ad essere punto di riferimento per l’intero territorio della sibaritide.

Giorno dopo giorno e’, purtroppo, un susseguirsi di avvenimenti che attestano e denotano il fallimento politico di questo sindaco e, ancora di piu’, del suo paladino, quel consigliere regionale che, dopo aver fatto man bassa di voti nella citta’ e nell’area urbana, ignaro dell’importante ruolo istituzionale ricoperto, nulla ha fatto ne’ sta facendo per cercare di ostacolare il declino della citta’.
E’ stata accettata in maniera supina la proposta di riordino delle strutture sanitarie, una vera “porcata” (definzione utilizzata inizialmente dallo stesso Antoniotti, salvo successivo ripensamento), che di fatto ha indotto al collasso e alla paralisi in un settore vitale, con medici e professionisti impossibilitati a dare adeguate risposte all’utenza. E’ di oggi la notizia della chiusura del p.s. dell’ospedale di Rossano, il primario, valido e stimato professionista, che dopo aver piu’ volte denunciato lo stato di inadeguatezza della struttura, si vede costretto a comunicare formalmente la chiusura del servizio. circostanza questa di una gravita’ inaudita, per il piu’ volte lamentato depauperamento dei servizi in altre realta’ limitrofe e perche’ intervenuta in un periodo notoriamente caratterizzato da piu’ presenze.
Circostanza addirittura incomprensibile sol se si pensi che un ruolo importante all’interno dell’azienda ospedaliera e’ ricoperto da un rossanese doc, fortemente voluto dagli attuali amministratori e che avrebbe dovuto tutelare e, comunque, certo non penalizzare la nostra citta’.
Si e’ omesso di effettuare adeguati controlli ambientali sullo stato dei fossi di scolo in tempo debito, con la conseguenza gravissima che il mare e’ di fatto quotidiamente invaso da melma maleodorante, fogna e/o reflui vari poco importa: la gente ha ormai il terrore di entrare in mare, con conseguenze devastanti per la nostra citta’, per i residenti, per i pochi turisti presenti, per i titolari delle strutture e dei lidi balneari, ogni giorno a combattere con le legittime richieste degli utenti di disdetta e/o addirittura risarcimento danni.
Si e’ rimasti silenti in consiglio regionale, e prima ancora nella competente commissione consiliare, quando veniva adottato nel decorso mese di giugno 2013 il qtrp, strumento regionale di pianificazione cui dovra’ necessariamente conformarsi il nostro psa, strumento regionale che oltre a prevedere la inedificabilita’ assoluta nei 300 metri dalla linea demaniale, declassa e disconosce l’area urbana rossano-corigliano, non piu’ menzionata. qtrp, adottato da scopelliti e c., con il voto favorevole di tutti gli alleati di govero (pdl – udc), anche dei consiglieri regionali del territorio, che se dovesse essere definitivamente approvato vorrebe dire fine della possibilita’ di investire nel turismo, soprattutto fine dell’area urbana rossano-corigliano, con conseguenze devastanti anche per cio’ che concerne il finanziamento di progettualita’ di area vasta. i pisu, progetti attualmente in esecuzione, uniche opere in itinere nell’inerzia di questo esecutivo, sono stati finanziati nel 2010, nel corso della precedente consiliatura, e rientrano nell’ambito dei finanziamenti consessi per area urbana. il declassamento dell’area urbana, la mancata menzione della stessa nel qtrp e’ atto grave e scellerato, ancora piu’ grave e’ che i rappresentati politici del terriotorio abbiano accettato ed avallato detta scelta.
DIMISSIONI !
Il Centrosinistra Rossano