“Le inadempienze ed i mancati interventi di potenziamento del Pronto Soccorso di Rossano sono intollerabili e dimostrano l’incapacità e la poca sensibilità di chi dirige verso chi soffre ed ha bisogno di cure”. E’ quanto afferma il Consigliere regionale del Pd Carlo Guccione.

“Circa oltre un anno fa –ricorda Guccione- con l’on. Franco Laratta, dopo esserci resi conto di persona, attraverso un sopralluogo, della situazione di grave degrado e difficoltà in cui operavano i medici e gli infermieri dell’ospedale Spoke di Rossano-Corigliano, della mancanza di personale e di attrezzature, del fatto che il 118 era dotato di un parco autoambulanze di cui la più nuova aveva già percorso oltre 500 mila chilometri e la più vecchia poteva essere annoverata tra le autoambulanze d’epoca e, più in generale, dopo aver constatato “de visu” che nello Jonio cosentino le scelte effettuate avevano creato un vero e proprio deserto sanitario, fummo costretti a presentare un esposto-denuncia che consegnammo nelle mani del Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Rossano. Da allora la situazione è colpevolmente ed ulteriormente peggiorata. Nessun  intervento è stato predisposto da parte della Direzione Generale dell’Asp di Cosenza e dal Commissario Scopelliti”.
“Se, come ha affermato recentemente il Ministero della Salute –prosegue il Consigliere regionale dei Democrat- in Calabria non vengono garantiti nemmeno i livelli essenziali di assistenza, sullo Jonio cosentino tutto il sistema sanitario è stato praticamente smantellato”.
“Il diritto costituzionale alla salute –conclude Guccione- va garantito da chi è proposto a questo compito delicato e difficile. Non sono più tollerabili inadempienze e comportamenti omissivi. Di fronte allo stato in cui versa la sanità dello Jonio cosentino devono essere individuate responsabilità e colpite le inadempienze ma, ancor più, devono essere compiute scelte immediate e urgenti che vadano nella direzione di impedire che la situazione sanitaria della Sibaritide possa ulteriormente aggravarsi con conseguenze gravissime per la salute dei cittadini”.
Cosenza, 10.08.2013
L’Ufficio Stampa