La Commedia è terminata. Sindaco, dimettiti!
“Quando il capitano  dell’esercito americano Willard arriva nella foresta cambogiana per porre fine al comando del  colonnello Kurtz, presumibilmente impazzito, trova una legione di truppe-sudditi, anch’essi non tanto normali se non completamente stravolti, che lo adorano. Il villaggio controllato dal colonnello sembra caratterizzato da una sadica e pagana anarchia, fuori da ogni realtà”.  E’ solo una sequenza del famoso film Apocalypse Now.  VEDI

Ebbene, quel contesto di confusione surreale che si presenta davanti agli occhi di Willard, pronto a lanciare “la bomba” per portare a termine la sua missione, sembra  lo si stia drammaticamente vivendo  sulla scena politica rossanese, che anch’essa sembra stia aspettando la bomba con scoppio finale.
Questo sindaco, dopo due anni di infausta amministrazione durante i quali  ha fallito in tutto, se volesse davvero bene alla città ed ai suoi concittadini, non esiterebbe un attimo a dimettersi per porre fine all’inarrestabile caduta della città che sembra aver ormai perso il suo futuro. Rimanendo testardamente ancora al suo posto non farebbe altro che  male alla città e ai cittadini.
In due anni della sua amministrazione, complice sicuramente anche chi, entità visibile o invisibile, lo sostiene e lo (mal)consiglia, non è stato politicamente in grado di evitare:
*la chiusura del tribunale cittadino;
*il progressivo smantellamento del presidio sanitario locale;
* la sparizione dell’area urbana Corigliano-Rossano, di cui ne rimarrà solo “l’aria” e la fogna come unica traccia, quando verrà. Sebbene, da neo sindaco, il nostro pensava addirittura di “allargarne il raggio d’azione” d’accordo con quel di Cariati Filippo Sero.;
 *l’inquinamento da Escherichia Coli delle acque marine, alias “mare di merda”,  con conseguenti avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Rossano, seguito dalla fuga dei turisti.
Sotto la guida di questo sindaco, come se non bastasse, la civile e colta (una volta) Rossano ha avuto anche il disonore di balzare alla cronaca nazionale per:
  *“l’assessorato lasciato in eredità” portato alla ribalta nazionale dal Corsera.  In quella occasione  “Otto Torri muta fu!”, quando invece nel 2011, prima delle elezioni, sulla stampa, per mezzo di un tal Lo Giudice, si scagliava pesantemente contro il familismo;
*presunte infiltrazioni mafiose all’interno del consiglio comunale, portate alla luce con l’operazione anti ‘ndrangheta Stop, che probabilmente, e ciò dipenderà dalla Prefettura, porterà in comune una Commissione d’Accesso agli Atti con esito imprevedibile, finanche lo scioglimento per mafia.
Hanno assunto oramai cadenza annuale i richiami della  Procura Regionale della  Corte dei Conti sugli atti amministrativi prodotti  da questo esecutivo:
*2013: richiamo sulle criticità riscontrate dalla Corte nell’esercizio finanziario consuntivo del 2011;
*2012: richiesta d’istruttoria della Corte a seguito di notizia di danno erariale derivante da illegittime delibere con le quali erano state effettuate nuove assunzioni di personale.    
C´è, invece, qualcosa di crepuscolare e di notturno in questo esecutivo affannoso e affannato che finora ha usato la politica principalmente per nominare dirigenti esterni, bandire concorsi e corsi, alleggerendo così le già esigue risorse finanziarie dell’Ente. Nonostante all’interno del comune non mancano, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, le professionalità che potrebbero essere, o essere state utilizzate. A meno che, chi ha competenza e capacità non soffra di una qualche “strana allergia” che potrebbe infastidire e per questo non considerato.
Solo ora si accorgono, dopo ben due lunghi anni di malgoverno, durante i quali non hanno mantenuto nemmeno una delle promesse fatte in campagna elettorale,  che bisogna risparmiare per non andare in dissesto finanziario.  Ma si sa, la colpa è sempre di chi c’era prima.
Questo esecutivo Brancaleone, forse distorta-mente convinto di aver portato ”veramente e qualunquemente” in alto la cultura politica, ha dimostrato invece di essere politicante disarmato nel difendere gli interessi comuni, a misura di  una miseria politica e istituzionale che forse non ha precedenti, e non può trovare complici.

Anon_