Al Presidente del Consiglio on.Enrico Letta. Ai capigruppo di Camera e Senato on.Speranza e on. Zanda. Al Segretario del PD  on. Epifani. Al Presidente ff. dell’Assemblea Nazionale del Pd
Noi sottoscritte Anna Oppido e Converso Antonietta, membri dell’Assemblea Nazionale del PD, iscritte presso il circolo di Rossano, avvertiamo la necessità di rappresentarvi quanto segue.-

Con i provvedimenti normativi conseguenti alla delega rilasciata dal Parlamento al Governo nel corso dell’anno 2011 per provvedere alla cosiddetta “riforma della geografia giudiziaria”, è stato commesso, per come  diffusamente notorio, una grave ingiustizia a danno del Tribunale di Rossano, sacrificato a vantaggio di altre strutture giudiziarie del Distretto, non per ragioni obiettive e di effettiva razionalizzazione, bensì per mere intromissioni politiche e di potere. Rarissimo caso fra i 31 Tribunali soppressi, quello di Rossano è stato accorpato al Tribunale di Castrovillari, nonostante la sostanziale parità di organici ed in una situazione di sopravvenienze penali e civili di gran lunga maggiori del Tribunale accorpato rispetto a quello accorpante ( pari a più del doppio degli affari civili,lavoro e previdenza,penale), nonché in una realtà sociale, economica e delinquenziale,  similmente, di gran lunga più rimarchevole. -Rossano, rispetto a Castrovillari, è posta nella piana di Sibari,  conta 40.000  abitanti, così come la confinante città di Corigliano e tali due realtà municipali sono state individuate, con formale provvedimento regionale della giunta Loiero, “area urbana”, a fortissima concentrazione demografica e rimarchevole valenza economica.-
Per queste ragioni e soprattutto per la presenza di una agguerrita ed invasiva criminalità organizzata, nonché per una disastrata condizione delle infrastrutture di mobilità, le Commissioni Giustizia della precedente legislatura avevano suggerito al Guardasigilli dell’epoca di escludere Rossano ed altri 11 Tribunali, per ragioni in parte concorrenti,  dal novero dei 36 Tribunali sopprimendi, unicamente ottenendo dal Ministro Severino, cosiddetto tecnico ma molto sensibile alle intromissioni politiche, il salvataggio di 6 Tribunali (tra cui Castrovillari, Paola e Lamezia Terme),  con  soppressione degli altri 6 (Rossano, Bassano, Chiavari, Lucera, Pinerolo e Tolmezzo).-
Dopo tale ingiusto  provvedimento dell’agosto 2012 si sono intraprese numerose quanto vane iniziative per riparare a tale errore  ed il nostro partito, sempre in prima linea rispetto a tali lodevoli  iniziative, ha ritenuto così importante la necessità di pervenire a provvedimenti correttivi, da includere formalmente ed a chiare lettere nel proprio programma elettorale, l’impegno di procedere al recupero della permanenza di quelle realtà giudiziarie, tra cui in primo luogo Rossano, ingiustamente e dannosamente soppressa, stante la particolare presenza di criminalità organizzata sul territorio, dimostrato dallo stesso scioglimento del Comune di Corigliano, con il quale Rossano costituisce area urbana di oltre 80 mila abitanti, per come fatto presente in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 dal Procuratore Generale Santi Consolo che ebbe a chiedere il potenziamento della Procura della Repubblica e del Tribunale di Rossano e per come evidenziano le ultime imponenti operazioni di repressione delle attività illegali, anche con fatti di sangue, della criminalità organizzata presente sul territorio.
Recentemente il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato, rispettivamente il 7 e l’8 agosto 2013, due ordini del giorno che impegnano il Governo all’emanazione di decreto correttivo, provvedendo così a rivedere la soppressione di alcuni Tribunali,secondo gli atti e i pareri delle Commissioni Giustizia del precedente Parlamento, tra cui il Tribunale di Rossano per la forte presenza  di organizzazioni criminose e per l’assenza di infrastrutture ( non essendoci collegamenti pubblici tra il territorio ricadente nel circondario di Rossano e Castrovillari,  perfino mancante colà di rete ferroviaria, rendendo estremamente difficoltoso se non impossibile l’accesso al presidio accorpante, in particolare per i residenti di località interne e montane come Bocchigliero e Longobucco,oltre che notevolmente distante dal presidio di Castrovillari, vanificando l’esercizio della Giustizia con negazione del diritto alla Giustizia e con ricorso a pericolose forme alternative di giustizia).
Tuttavia a poco più di un mese dall’accorpamento (13.9.13), assistiamo ad un indecoroso rimpallo di responsabilità, cui il nostro partito, contravvenendo macroscopicamente agli impegni assunti, anche con gli elettori, non è estraneo, allorquando persegue una  posizione di non coerenza.
Consapevoli della importanza di una riforma delle circoscrizioni giudiziarie, considerata l’esistenza di realtà giudiziarie vicine e ben collegate, non si può però venire meno accanto ad un criterio di risparmio al perseguimento dell’irrinunciabile principio di legalità, secondo quanto più volte affermato anche in sede di approvazione della stessa legge delega e dalle stesse Commissioni Giustizia di Camera e Senato.
La soppressione del Tribunale di Rossano, stante la presenza di organizzazioni criminose ( recentemente anche segnalate dalla stessa Procura della Repubblica di Rossano. Dr. Facciolla) costituirebbe un grave segnale di arretramento dello Stato rispetto alla lotta contro la criminalità organizzata e relegherebbe il territorio di appartenenza ad una probabile area franca per le attività illegali delle stesse organizzazioni criminose, impedendo definitivamente ed irreparabilmente un sano e civile possibile sviluppo.
In una tale condizione, la privazione di un presidio di giustizia, unico nella fascia ionica per circa 300 Km tra Taranto e Crotone, verrebbe percepita con un ulteriore isolamento di questa  già disagiata parte del nostro Paese, contraddicendo le tanto decantate politiche di sviluppo equilibrato dell’intera nazione. in uno spirito di unità nazionale, viceversa  messa seriamente in discussione in uno dei suoi principi essenziali, quali la convivenza civile e democratica, abdicandosi all’esercizio della Giustizia e con esso al primato della Legalità.
Il Ministro Cancellieri, incontrata il 23.7.13 a Reggio Calabria, alla presenza delle massime autorità regionali, sia politiche che istituzionali, rimarcando pubblicamente la propria posizione di consenso rispetto alla adozione di un provvedimento correttivo riferito a poche posizioni compresa quella di Rossano (ad essa perfettamente nota), ha condizionato tale iniziativa ad una solida ed unanime copertura di carattere politico.
La stessa legge delega,, quindi nel solco della stessa riforma della geografia giudiziaria, ha  previsto la possibilità per il Governo di adottare decreti correttivi, salvaguardando eventuali criticità erroneamente non considerate, con riferimento evidentemente a quelle realtà, la cui soppressione costituirebbe un grave vulnus al regolare esercizio della funzione giurisdizionale, caposaldo su cui si basa la democraticità e la civiltà di un Paese.
In un contesto del genere risulterebbe incomprensibile, se il nostro partito, pur impegnatosi in campagna elettorale ed avendo inserito tali criticità da salvare nel programma elettorale,  non desse seguito all’impegno assunto; tra l’altro convenendo sulla necessaria correzione della realtà giudiziaria Rossanese anche esponenti autorevoli del PDl, oggi alleato di Governo, avendo lo stesso On. Alfano dichiarato nella vicina Corigliano, in occasione dell’ultima campagna elettorale, il suo impegno e quello del suo partito ad evitare la soppressione del Tribunale di Rossano, riconoscendone l’importanza per la lotta contro la criminalità organizzata.
Diversamente non sarebbe possibile in questo territorio continuare a svolgere una funzione politica coerente e credibile e sarebbe estremamente difficile mantenere un qualche rapporto con questa realtà e far accreditare  future ipotesi di governo  (che vedano la partecipazione del nostro partito)  se dopo aver sperimentato governi tecnici e di larghe intese ( nei quali il pd ha avuto un ruolo importante ) non si mantenesse fede agli impegni assunti  per questo territorio, evidentemente percepite come le solite vane promesse elettorali.  
Del che restiamo fiduciosi nella serietà e coerenza, sollecitando vivamente ciascuno, per le funzioni e cariche rivestite,  a che il Governo nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri, dando seguito ai pareri delle Commissioni Giustizia del Parlamento precedente e agli stessi recenti ordini del giorno approvati da Senato e Camera, emani decreto correttivo di revoca della soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Rossano. –

Rossano,lì 21.8.2013
 
I membri dell’Assemblea Nazionale del PD     
Anna Oppido
Antonietta Converso