In merito al comunicato dell’amministrazione comunale di Rossano, circa il paventato trasferimento degli archivi del Tribunale di Rossano presso la sede di Castrovillari, ritengo siano doverose alcune precisazioni. Gli archivi giudiziari appartengono alla sfera di competenza dell’amministrazione archivistica statale. L’art. 41 del Codice dei beni culturali’, comma 1, dispone che “gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano all’archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre quarant’anni, unitamente agli strumenti che ne garantiscono la consultazione”.

Il comma 4 precisa che “gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici estinti sono versati all’archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato, a meno che non se ne renda necessario il trasferimento, in tutto o in parte, ad altri enti” i quali abbiano assorbito le competenze dell’ente soppresso.
Il comma 5 definisce infine che “presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni, delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dell’interno, con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla definizione dei criteri di organizzazione, gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono disciplinati con decreto adottato dal Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell’interno, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero”.

Dunque, da questa doverosa escursione giuridica, si evince che l’amministrazione archivistica statale è l’unica attrice in materia sia in termini di conservazione, attraverso gli Archivi di Stato, sia in termini di controllo, attraverso l’istituto della sorveglianza.
A norma di legge l’archivio storico dovrebbe essere versato all’Archivio di Stato di Cosenza, mentre quello corrente seguire lo spostamento verso Castrovillari.

La lettera che Antoniotti e Scarcello hanno inviato all’avv. Minnicelli ha molto del sentimental-campanilismo e poco approfondimento in materia.
Dopo questa…meno tranquilli ma più coscienti.
Cordiali saluti

Dott. Pierpaolo Caputo
Archivista