All’indomani dell’apposizione della firma, da parte del Ministro Cancellieri, al decreto ministeriale, un forte sentimento di rabbia sorge e lascia, in tutti noi, un indelebile segno di amarezza. La Città di Rossano e l’intero comprensorio, ancora una volta, ha patito una deplorevole ingiustizia a fronte del fatto che al nostro Foro, per lungimirante storia giudiziaria, sia stata applicata una lenta e illecita morte.

Ebbene, la presenza dello Stato, pedissequamente, è venuta meno in questo vasto e farraginoso Territorio che, senza ombra di dubbio, offrirà il libero sfogo alla micro e macro criminalità organizzata nel poter sguazzare e portare alla luce del sole i propri laidi interessi, lasciando definitivamente il sommerso. In buona sostanza: un fulgido “regalo”.
Sostanzialmente, il decreto in questione, non va a corregge la riforma delle circoscrizioni giudiziarie, ma si limita solo a introdurre alcune variazioni al percorso attuativo.
Nel caso specifico, Rossano dovrà smaltire tutte le attività arretrate, comprese quelle penali, nell’arco temporale di due anni.
A tal uopo, sorgono una serie di domande: questa presa di posizione, deve essere interpretata come un implicito riconoscimento dell’errore commesso ab origine? Oppure, vi è un esplicito spiraglio che il Governo, nelle more, provvederà a una correzione della riforma questionata? 
A nostro modo di vedere, il Ministro Cancellieri ha concesso, esclusivamente, al Tribunale di Rossano la possibilità di smaltire il pregresso lavoro, tra il civile e il penale, in modo da poter rendere più fruibile la definitiva dislocazione.
Sicuramente, vogliamo essere positivi, in un contesto politico e sociale poco roseo quale quello italiano, perché la speranza deve legarci e legare in maniera salda e ferrea tutto il Territorio e, precipuamente, le Amministrazioni pubbliche al fine di non mollare la presa e gettare la spugna, mettendo, definitivamente, al bando ogni tipologia di polemica che, in tale contesto, risulterebbe al quanto sterile.
Lo Stato, in tale circostanza, indubbiamente ha le sue serie responsabilità poiché negare un diritto fondamentale, quale quello della Giustizia, equivale a legalizzare il fenomeno mafioso ai danni dei propri cittadini abbandonati a se stessi e privati di un principio costituzionalmente garantito.
Recisamente ribadiamo che, tal provvedimento è il risultato di una vigorosa carenza relativa a un fattivo confronto con le rappresentanze politiche locali procurando, perciò, una ulteriore disfatta per il nostro territorio.
La conseguenza, di questa confusoria realtà, altro non è che l’ennesima sconfitta da parte di uno Stato avulso che, precipuamente, è inclinato verso questioni particolareggiate lontano, quindi, dalle esigenze generali della società.
Vogliamo, in conclusione, invitare i cittadini della Piana di Sibari, dello Ionio, della Sila Greca, militanti e simpatizzanti, a prendere parte alla manifestazione che si terrà Martedì 10 Settembre, alle ore 16.00, presso la Villa Comunale “Alberto De Falco, di Rossano Scalo per dire, a gran voce, con Orgoglio e Dignità, “NO” alla chiusura del Tribunale di Rossano e al vergognoso scippo, messo in atti dal Governo, a discapito della popolazione e di un intero Territorio.

                                        Giovane Italia Rossano