Con riferimento all’articolo redatto  dal cronista Pietro Bellantoni pubblicato sul portale di informazione www.corrieredellacalabria.it e ripreso dal blog  www.rossanocalabro.it dal titolo “La religione delle unghie finte. Tra i fedeli c’è anche Caputo” pubblicato in data 14 settembre 2013, il consigliere regionale e presidente della Iᵃ Commissione Affari Istituzionali Giuseppe Caputo rilascia la seguente dichiarazione.

DIRITTO DI REPLICA

Ho letto con stupore l’articolo del cronista “Pietro Bellantoni”  impegnato in una ricostruzione analitica di una proposta di legge che ha il solo obiettivo  di  tutelare una categoria non riconosciuta e sprovvista di titolo giuridico che non sia quello di “estetista”.  Non comprendo il sarcasmo, l’ironia, men che meno l’accanimento nei confronti di una rappresentanza  professionale  che vuole e rivendica un “diritto”  e che  viene apostrofata, addirittura, dall’articolista  come “setta” . Sono un convinto assertore della libertà di stampa, rispettoso del diritto di critica e di cronaca, non condivido tuttavia il tono discriminatorio con cui l’articolista ha affrontato la questione. Si può disquisire sul merito di un testo di legge, criticarlo, sottoporlo a discussione nei contenuti, ma non si può deridere o trattare con fare umoristico una problematica che tocca la dignità delle persone, dei lavoratori e delle lavoratrici interessate. Premesso ciò, ho inteso intraprendere l’azione legislativa, solo dopo avere ascoltato  una delegazione di lavoratrici, le quali lavoratrici  mi fornivano  tutta la documentazione utile a riguardo. Credo che la politica abbia il compito, anzi il dovere, a mio avviso, di prendere in esame tutte le istanze che provengono dalla società civile, senza preclusione alcuna. Un intervento legislativo, questo, che si rivela  utile a regolamentare una professione in forte crescita, che produce occupazione e che contrasta il lavoro nero. Esigenze queste, sottolineate a più riprese dal presidente dell’Associazione nazionale “onicotecnici” Maurizio Mengato che in una nota inviata ai presidenti del Consiglio e del Senato poneva la questione sensibilizzando sul tema. I dati stimati dall’Associazione, tra l’altro,  parlano di circa 25mila operatori per un mercato che produce un fatturato di circa  900milioni di euro. Mi si accusa poi, di aver copiato la proposta di legge in discussione da una collega di partito: ignoravo l’esistenza di una analoga proposta di legge depositata cinque giorni prima, non vedo però il perché si debba gridare allo scandalo. In sede di commissione regionale avremo eventualmente modo di giungere alla definizione di un testo unificato. Che la problematica sia avvertita da un numero considerevole di diretti interessati, d’altronde,  lo testimonia la presenza in Senato di un disegno di legge dal titolo “Disciplina dell’attività di onicotecnico”.  A ciò vi è da aggiungere che molte regioni italiane hanno disciplinato il settore intervenendo con apposito disegno di legge: in particolare nel Lazio dove sono stati avviati corsi di formazione, con tanto di riconoscimento professionale,  e in Piemonte dove è depositato in sede di commissione un apposito progetto di legge. Appare infine fuori luogo il collegamento tra la proposta di legge oggetto di contestazione e le mie ultime  dichiarazioni rese in Consiglio regionale riguardo alla soppressione del Tribunale di Rossano. Tale intervento non è da considerare affatto un attacco al Presidente della Giunta Giuseppe Scopelliti, ma semplicemente un’azione di stimolo perché si facesse carico della delicata vicenda. E non a caso, successivamente, si  adoperava, per questo lo ringrazio, nel rendersi disponibile ad impegnarsi perché si ottenesse un incontro con il Ministro della Giustizia al quale proporre la volontà della Regione Calabria di farsi carico delle spese di locazione previste per il mantenimento in vita del Tribunale di Rossano. Un intervento di stimolo rivolto non solo al Presidente Scopelliti ma alla deputazione parlamentare nazionale e regionale del Pd e del Pdl.     
Giuseppe Caputo