Con il convegno “Forze dell’Ordine, senza mezzi non c è tutela”, Ernesto Rapani ha ricordato il brigadiere Alberto de Falco – ucciso insieme al collega   Antonio Sottile.
A Rossano è arrivata la kermesse culturale di fratelli d’ Italia IN-GIUSTIZIA, con il convegno “forze dell’ordine, senza mezzi non c è tutela”. Ernesto Rapani ha ricordato il brigadiere Alberto de falco – ucciso insieme al collega   Antonio Sottile nell’esercizio del loro dovere – denunciando la mancanza di attenzione dello stato verso il problema della sicurezza, al quale si negano con superficialità uomini, mezzi e risorse economiche, impedendo di fatto la tutela dei cittadini.

L’appuntamento ha visto la presenza di molti spettatori, tra cui rappresentanti del mondo politico e istituzionale della nostra città, incuriositi dal tema ma anche molto motivati nel dare una risposta “concreta” ad una condizione che ormai  sta condizionando  ogni ambito della nostra società, ovvero la mancanza di una giustizia “vera ed efficace”.
Si può dire che l’intervento di Rapani, oltre ad essere stato uno sfogo, è stato un modo per sollecitare i presenti ponendo alcune domande abbastanza preoccupanti : “Ma dove stiamo finendo?”  Perché stiamo assistendo a qualcosa di così paradossale, al quale non si trovano soluzioni?”  “Perché deve chiudere un tribunale come quello di Rossano, che opera in un territorio in cui vengono fatte operazioni anti-crimine molto grosse, visto l’alto tasso di criminalità presente?” “Come possiamo difendere i nostri cittadini?”
L’ assessore Rodolfo Alfieri ha parlato, riguardo la questione del Tribunale di Rossano, di Stato contro lo Stato e regole del diritto calpestate, mentre Gianfranco Turino ha denunciato i tagli lineari alla giustizia che come quelli alla sanità non tengono conto delle diversità e della gravita dei casi.
Turino ha parlato a proposito di alcune situazioni di ingiustizia che hanno colpito il territorio del crotonese, un territorio con il più alto tasso di criminalità organizzata in tutt’ Europa, ovvero la chiusura, dieci giorni fa, di un posto di comando della GdF.
Come può lo Stato, chiudere un posto della GdF, permettere il sovraffollamento delle carceri e la chiusura dei tribunali in un territorio “scottante” come quello della fascia Jonica?
Ha chiuso il convegno Barbara Benedettelli, responsabile nazionale area tutela vittime della violenza di FdI, intervenuta dopo una serie di commoventi testimonianze di vittima dell’ ingiustizia, chiedendo un minuto di silenzio  per de falco e per tutte le vittime della cattiveria e superficialità umana. Una superficialità da cui pochi sono esenti quando si mettono per esempio alla guida col rischio di uccidere. Benedettelli ha voluto lanciare un appello ai cittadini richiamando ognuno al dovere, in quanto parte di una comunità, di essere per primi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo e a reagire invece di lamentarsi sterilmente o rassegnarsi, unendosi a quella politica sana, che c’è.
Nel suo discorso ha accennato anche ai soldi delle pensioni d’oro ai Parlamentari italiani, che costano al popolo ben quattordici miliardi di euro annui…e perché, invece di fare tagli alla giustizia, non attuano tagli e riforme sulle pensioni e sui privilegi dei Parlamentari?
Purtroppo, tra i cittadini stessi, secondo lei, non vi è più quel sentimento di sentirsi parte di un qualcosa, di sentirsi in dovere di essere cittadini! Non si lotta più! 
Ha concluso affermando che “Il nostro ordinamento è pro reo, vorrei che fosse pro-victima, solo allora la giustizia avrebbe la G maiuscola. Oggi invece di operare “in” giustizia il sistema è sempre più ingiusto e a questo ci stiamo abituando rassegnati, ma cosi perdiamo tutti quanti.
Per togliere quel trattino non dobbiamo mai lasciare che chi opera secondo interessi personali o esclusivamente economici vinca, come hanno fatto i cittadini di Rossano per proteggere un Tribunale che in una terra ad alta densità di criminalità organizzata è anche un simbolo irrinunciabile. Abbiamo ascoltato – conclude Benedettelli – la testimonianza di Lucio Le Fosse  vittima della sanità, che ha detto: “Ho vinto io perché non mi sono piegato e ora sono felicemente volontario” .

Sia un esempio per ognuno di noi.

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