Domani mattina, 2 ottobre, dalle ore 11.42 e sino al termine delle prestazioni ordinarie di lavoro (ore 14,42) i lavoratori dell’Agenzia complessa dell’Inps di Rossano saranno riuniti in assemblea, per dibattere su problematiche varie che interessano sia i servizi erogati dall’Istituto previdenziale che la decurtazione del salario accessorio da parte governativa.

Compito dell’INPS è quello di consentire a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro condizioni sociali ed economiche, di accedere, con pari dignità ed opportunità, ai servizi che eroga.

Invece di procedere con un adeguato piano di riorganizzazione per migliorare i servizi e qualificare il lavoro, non si trova di meglio che ridurre il personale e tagliare le retribuzioni.

Ciò avrà inevitabili ripercussioni sui livelli e sulla qualità dei servizi all’utenza, oltre a produrre inaccettabili penalizzazioni per i lavoratori.

Riteniamo che, se realmente si volessero mettere a disposizione dei cittadini servizi più efficaci e meno costosi, si dovrebbe dirigere la scure su spese improduttive, appalti, consulenze, affitti, commesse inutili ecc, e non certo, come purtroppo sta avvenendo, su organici e retribuzioni.

Per primi, noi lavoratori e lavoratrici dell’INPS, siamo convinti che i servizi resi debbano essere garantiti e migliorati.

L’INPS non può essere utilizzato come il bancomat da cui ogni governo preleva a piacimento.

L’Istituto svolge un ruolo importante e delicato nel sistema della sicurezza sociale, ancor più necessario in questo momento dove disoccupazione e cassa integrazione sono alle stelle. Vogliamo che l’INPS sia davvero il pilastro pubblico dello Stato sociale.

“Tagliare i finanziamenti ai progetti speciali è ingiusto e insensato” proseguono i segretari, “In primo luogo perché si penalizzerebbero, ad obiettivi raggiunti, lavoratori già sottoposti a blocco dei contratti“ In un momento difficile come questo, con disoccupazione e cassa integrazione alle stelle, l’Inps non può essere utilizzato come il bancomat a cui ogni governo può attingere a piacimento”, sottolineano ancora i sindacalisti  che stigmatizzano non solo la forte riduzione del personale, passato in un decennio da 40mila a 26mila unità, ma anche il continuo accanimento sui bilanci degli enti previdenziali, ultimo dei quali il taglio di 240 milioni di euro disposto dalla legge di stabilità.

“E’ uno scempio che va fermato, prima che metta in ginocchio i lavoratori, le famiglie e l’intero sistema di sicurezza sociale” concludono i segretari di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Pa e Fialp-Cisal, che lanciano la mobilitazione: “mercoledì 2 ottobre assemblee in tutti gli uffici, venerdì 4 ottobre manifestazioni  in tutte le sedi provinciali Inps del Paese”.