Non si è fatta attendere la dichiarazione di S. E. Mons. Santo Marcianò (Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati), a distanza di poche ore dalla nomina di Ordinario Militare per l’Italia, il quale ha voluto ringraziare il Santo Padre per il prestigioso incarico affidatogli.

Marcianò, il quale ha compiuto 53 anni ad aprile, prenderà il posto dell’Arcivescovo Vincenzo Pelvi, che ha concluso il suo mandato dopo sette anni e che è stato anche tra i candidati per la sede vescovile di Reggio Calabria. Prima di lui, il ruolo di ordinario militare era toccato anche ad Angelo Bagnasco, attuale presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Come i suoi predecessori, Marcianò sarà elevato al grado di Generale di Corpo d’Armata e sul colletto della tonaca sarà chiamato a indossare le stellette. Anche per questo sulla sua nomina ci deve essere anche la firma dell’attuale Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano. Sotto la responsabilità del presule calabrese ci saranno tutti i cappellani militari che assistono spiritualmente le truppe italiane dislocate nel mondo: in totale si tratta di circa 300 tra sacerdoti, religiosi e suore. «In questo momento, mentre nell’intimo della preghiera invoco e ringrazio il Signore – ha dichiarato il neo ordinario militare Marcianò – il mio pensiero si rivolge anzitutto al Santo Padre; nella nomina con cui mi affida la cura pastorale di questa Diocesi leggo la sua fiducia; nel modo in cui egli guida la Chiesa vedo un esempio; nella preghiera con cui accompagna noi tutti ricevo forza. E a lui dico grazie, con voi e per voi: per avermi donato a voi e per avermi donato voi. Con voi rivolgo un grato ricordo a Sua Eccellenza Monsignor Vincenzo Pelvi, mio predecessore come Ordinario Militare, per il servizio svolto. La nostra – ha sottolineato Marcianò – è una Diocesi che si diffonde lì dove ciascuno di voi. Questo dimostra che ciascuno di noi, tutti noi siamo Chiesa: una, eppure sparsa, disseminata nel mondo, dovunque c’è un uomo che ha bisogno dell’annuncio di Cristo, c’è un fratello da soccorrere, c’è una vita da difendere, c’è una pace da custodire. Sì, la pace. Perché, se siamo sparsi per l’Italia e per i luoghi che richiedono la nostra presenza, è per essere, in ogni terra, semi di pace. Semi chiamati a fiorire nella pace. Infine – conclude Marcianò – vorrei rivolgere un ricordo speciale nella preghiera a coloro che, per tutto questo, con senso di giustizia e fraternità hanno perso la vita, offrendosi generosamente nel compimento del loro dovere e talora anche oltre il semplice dovere». Parole significative, quelle espresse da S.E. Mons. Santo Marcianò, che si accinge a lasciare la Diocesi di Rossano, con tanti bei ricordi, per trasferirsi a Roma dove lo attende un compito impegnativo.

ANTONIO LE FOSSE