E’ stata insignita della carica di Presidente della Commissione Antimafia, nella giornata del 22 Ottobre u.s., l’On. Rosy Bindi. La sua designazione ha scaturito forte tensione nel mondo della politica tale da elevare, legittimamente e puntualmente, un possente disappunto da parte di una titolata fetta del centro destra.

La Commissione Antimafia è un organo di grande rilievo istituzionale che rappresenta il simbolo per eccellenza della lotta alla criminalità organizzata. Siffatta posizione, da sempre, è stata ricoperta da personalità di spicco dotate di elevate competenze nel settore, ergo, distanti dalla politica.
Sul punto, sicuramente, avremmo potuto aprire un aspro dibattito che, per questione di cultura politica, oltrepassiamo in quanto certi atteggiamenti mistificatori non ci appartengono.
Cerchiamo, però, di focalizzare l’attenzione, per mero opportunismo, sull’incarico che l’On Bindi riveste al fine di poter proiettare il tutto sulla triste vicenda della chiusura del Tribunale di Rossano e formularne un costruttivo ragionamento.
Or dunque, proprio sul punto, occorre rammentare come nel pieno della recente campagna elettorale, e nel vivo delle lotte per la sopravvivenza del Tribunale, l’On Bindi, giungendo personalmente nel Palazzo di Giustizia, avanzava promessa di salvezza del presidio rossanese.
Ebbene doverosamente, alla luce della sua rielezione alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Calabria, la domanda sorge spontanea: ma la nomina dell’On. Bindi a Presidente della Commissione Antimafia, potrebbe rappresentare una concreta speranza per le sorti del nostro Tribunale?
Crediamo, dal canto nostro, che l’On Bindi dovrebbe far fede all’impegno brandito poiché il ruolo che riveste le permetterebbe di insinuarsi concretamente nella questione, in modo da poter rettificare quel danno commesso, nottetempo, nei Palazzi della politica. Contrariamente, nel caso di mancato adempimento, darebbe luogo a un segno di una pura e debole disfatta politica sul campo.
I Signori della politica, di ogni colore e appartenenza, non hanno ben compreso che, gettando fumo negli occhi e spargendo finte speranze, effondono malessere e incertezza tra la gente a discapito di un intero Territorio.
Rossano non merita di essere trattata in questo modo perché, in termini di consensi, ha sempre elargito un certo bacino di voti a una buona fetta di rappresentanti che, ancora oggi, siedono gli scranni della politica eludendo ogni aspettativa per il nostro comprensorio.
Giovane Italia Rossano, in conclusione, a fronte dell’argomentazione sopra profusa, auspica che l’On Bindi si ricordi della promessa fatta e eviti di illudere gli utenti e, soprattutto, i tanti giovani Avvocati i quali si affacciano con entusiasmo alla professione.

                 Giovane Italia Rossano