Con rammarico e stupore abbiamo appreso dal comunicato stampa dell’amministrazione comunale che, diversamente dall’impegno assunto all’indomani dell’operazione “Stop”, la stessa non ha inteso costituirsi parte civile, adducendo una ridicola, quanto falsa e non condivisibile motivazione “non abbiamo soldi.., la Corte dei Conti vieta l’affidamento all’esterno di incarichi e consulenze.”

Premesso che da sempre siamo garantisti e non giustizialisti, per uno Stato di diritto e non di polizia, come invece vorrebbero far credere il Sindaco e la sua maggioranza, la costituzione di parte civile, diretta a collaborare con la giustizia per la ricerca della verità, era atto necessario ed obbligatorio per difendere l’onore ed il buon nome della città di Rossano, intaccati da una operazione giudiziaria, che, a differenza delle altre pure citate dal Sindaco, ha riguardato solo la città di Rossano, mettendo ombre su un preoccupante, se vero, intreccio delinquenza organizzata-politica. Infondate le accuse e le bugie del Sindaco: “chi, oggi, ha l’ardire di parlare a vanvera e senza alcuna cognizione, abbia il coraggio di rendere edotti i rossanesi su eventuali azioni mirate a tutelare la legalità, quando ebbe l’occasione di amministrare questa comunità. Noi non ne ricordiamo nessuna”. Il Sindaco non ne può ricordare nessuna, perché nei cinque anni di esperienza amministrativa non ce ne sono state e perché l’ordinanza che ha dato origine al processo “Stop” fa riferimento alle sole elezioni amministrative 2011, tanto da richiedere l’intervento del Prefetto. Ci fa piacere quanto dichiarato dal Sindaco in merito alla riconosciuta estraneità dell’esecutivo dalla vicenda, pur non avendone mai avuto ufficialmente contezza, ma la commissione d’acceso era ed è necessaria a tutela dell’intero apparato amministrativo e non dell’esecutivo. Ridicola, senza senso ed evidentemente falsa è la giustificazione addotta dal Sindaco. Soldi per consulenze ed incarichi esterni ne sono stati spesi a dismisura, sin dall’insediamento, da questo Sindaco: le nomine fiduciarie ad amici e dirigenti di partito, le promozioni a personale vicino e già insignito di incarichi all’interno delle strutture di consiglieri regionali, le consulenze al prof. Tamassia per 100.000,00 Euro per formazione dei nuovi amici dirigenti, gli incarichi allo stesso studio legale Tamassia per assistere il Comune nei procedimenti di lavoro che hanno riguardato dirigenti demansionati e l’annullamento dei concorsi, procedimenti tutti che hanno visto soccombere il Comune, l’incarico legale conferito dal Sindaco per agire giudizialmente nei confronti della consigliera Uva, dissidente dalla maggioranza, l’incarico conferito recentemente al dott. Tarantini per rispondere alle bacchettate della Corte dei Conti, che, in seguito alla risposta, ha bacchettato con più violenza, etc., etc. Incarichi questi molti non necessari, come quello della formazione, e che potevano benissimo essere svolti con le professionalità presenti all’interno dell’Amministrazione, che, tra l’altro, ha un contratto in itinere con due legali esterni. Senza dimenticare che lo stesso Comune avrebbe benissimo potuto richiedere, per esempio, alle categorie professionali (Ordine Avvocati e Camera Penale) la disponibilità ad assumere l’incarico con semplice rimborso spese. Parimenti ridicolo è il riferimento alla Corte dei Conti, prova ne è che la Regione ed il Ministero, pure soggetti al controllo della magistratura contabile, si sono costituiti parte civile. La Corte dei Conti non avrebbe mai censurato una spesa sostenuta per difendere l’onore del Comune. Il Comune aveva l’obbligo di costituirsi parte civile.
PD, PSI, AD, VERDI, SEL