
Da un lato, i nove Consigli regionali (Puglia, Calabria, Basilicata, Friuli, Piemonte, Abruzzo, Liguria, Campania e Marche) ritengono necessaria la consultazione popolare per l’abrogazione della riforma; dall’altro, l’Avvocatura dello Stato che, in rappresentanza del Governo, ha sostenuto l’inammissibilità del quesito referendario e il rischio che con un’abrogazione della riforma si vada incontro ad un vuoto normativo. Il referendum ha già avuto il via libera della Cassazione, mentre ai giudici delle leggi spetta il vaglio costituzionale. I nove Consigli regionali, promotori del referendum, sono pronti a ricorrere alla Corte di giustizia europea perché questa riforma mette in discussione il diritto del cittadino all’accesso alla giustizia.
ANTONIO LE FOSSE
