Settecentocinquanta tonnellate di rifiuti al giorno presso l’impianto di Bucita e l’amministrazione comunale sapeva già tutto: tra i più felici di questa notizia di certo ci sono io. Non ho la minima intenzione di mettere in dubbio quanto scritto dai nostri rappresentanti, seppure, devo ammetterlo, il fatto che molti esponenti della maggioranza abbiano passato un mercoledì decisamente frenetico e persino rabbioso, mi fa sorgere qualche dubbio.

Il fatto che sia stata convocata d’urgenza la riunione dei capigruppo proprio su questo tema, sempre lo stesso giorno della mia denuncia, rafforza un pelino questi dubbi, ma lasciamo perdere.

Anche perchè se fosse come qualche maligno pensa, cioè che Sindaco e compagnia bella in realtà non avessero la più pallida idea di ciò che stava succedendo, mi troverei nella insolita situazione, come si suol dire, di avergli “salvato il didietro” pur di salvare il didietro della mia città, e come è abbastanza noto salvare il didietro di questa “attentissima” maggioranza non rientra esattamente tra le mie priorità visto che condivido meno del 5% del suo operato.

La cosa, a dire il vero, non mi turba granché, anzi, è proprio questo il senso di fare politica, e vorrei che tutti lo sapessero: per salvare il didietro della comunità e del mio territorio, salverei pure il didietro di Mussolini ed è abbastanza noto anche che non nutro molta simpatia per il duce pelato.

Ora però, giacché ci siamo, sarebbe il caso che ce la spiegassero un po’ meglio questa “massima attenzione” dell’amministrazione nei confronti del polo tecnologico di Bucita, così da fugare ogni dubbio.

Ricapitoliamo. Qualche mese fa la Regione Calabria ha chiesto ed ottenuto, per scopi ancora sconosciuti ma facilmente immaginabili, il dissequestro della discarica pubblica posta sotto sequestro nel 2009 per disastro ambientale. Nonostante la presenza di un autorevole ed importantissimo consigliere regionale come Caputo, nonostante le sviolinate all’Assessore Pugliano, nonostante la ripetutamente proclamata “massima attenzione”, il Sindaco, per sua stessa ammissione, non ne sapeva nulla. Dev’essere stato un attimo di fatale distrazione.

Poi accade che la stessa discarica frana per quattro gocce d’acqua (miracoli degli organi di controllo calabresi) cioè un altro disastro ambientale, e la discarica viene giustamente riposta sotto sequestro, ma l’amministrazione comunale non lo comunica alla cittadinanza. Forse era così attenta al territorio che ha dimenticato di avvertirlo, così lo ha fatto il comitato cittadino.

Poi esce questa specie di bando indecente per l’espatrio dei rifiuti che prevede l’utilizzo di Bucita come discarica temporanea per 750 tonnellate al giorno e l’eventuale utilizzo del porto di Corigliano Calabro: siamo al 16 Dicembre 2013.

Stando alle parole dell’Amministrazione Comunale, i rappresentanti istituzionali sanno tutto e si attivano immediatamente per correggere la cosa, eppure nessuno dice una sola parola su questa scandalosa questione fino al 21 Gennaio, quando uno scemo la denuncia pubblicamente. Per quale ragione l’efficacissima Amministrazione Comunale abbia mantenuto il silenzio fino ad ora mi sfugge, probabilmente la politica di alte sfere produce delle tattiche che non sono in grado di comprendere. Eppure il dubbio mi sorge: non è che questi la massima attenzione ce l’hanno solo per il proprio didietro?

Ammetto di credere che un pizzico di autocritica se non un doveroso silenzio sarebbero stati più opportuni in questo caso, ma giacche il mio è solo un dubbio, preferisco ironizzare per non piangere.

Di certo questo territorio istituzionalmente e civilmente ha una voce unica: il bando di espatrio dei rifiuti va ritirato e rettificato.

Flavio Stasi