Apprendiamo da fonti giornalistiche come, negli ultimi giorni, la crisi politica Ucraina è sempre più al centro di pungenti e inasprenti incidenti diplomatici intercorrenti tra Russia, Usa e Unione Europea. Tale contingenza, nel ventunesimo secolo, ha dell’inverosimile poiché riecheggia venti di guerra fredda e, quindi, un netto ritorno a ritroso nel tempo quando Usa e Russia si scontravano duramente sui campi di battaglia.

Ebbene, una cosa è certa, in Ucraina vi è un popolo che vede minacciata la propria sovranità e, legittimamente, si ribella a questa ignobile ingiustizia.
La vicenda, in analisi, trae la sua origine nel novembre 2013 quando il governo ucraino, coadiuvato dalla Russia, respingeva e rifiutava fermamente gli accordi di associazione economico – commerciale offerti all’Unione Europea al fine di, implicitamente, contenere l’influenza di Mosca.
Nello stesso giorno la Rada, il parlamento di Kiev, rigettava una serie di emendamenti sulla liberazione dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko, condizione che l’Ue vincolava alle intese. La Tymoshenko fù condannata a sette anni di reclusione nel 2011. Secondo l’accusa gli accordi sulle importazioni di gas da lei contratti con la Russia nel 2009 causarono un’emorragia finanziaria allo stato.
A seguito di tale circostanza, ovviamente, il popolo e i partiti di opposizione scesero in piazza protestando in maniera dura e cruenta contro tale provvedimento e, specificatamente, nei confronti del presidente Viktor Yanukovich.
Orbene, una domanda a questo punto sorge spontanea: come mai la Russia vuole tenere a freno e sopprimere ingiustamente un popolo che reclama un sacrosanto diritto?
La risposta a tale quesito è netta, diretta e cristallina: mamma Russia pensa e crede che alcune nazioni facciano ancora parte dell’oramai sepolta URSS.
Mamma Russia non ha ben chiaro che i tempi delle legioni o dei territori annessi sono tramontati da una vita. Mamma Russia è sempre quella nazione che, in epoche remote, vestì i panni da salvatore della patria con il torbido intento di portare pace e stabilità nel vecchio continente ma che, nelle more, in casa propria commetteva i medesimi crimini.
Mamma Russia, in tale contesto, ha l’onere di dover ritirare le truppe schierate al fronte e percorrere un semplice sentiero che reca il nome di negoziazione democratica al fine di ridare dignità a un popolo che lecitamente recrimina i propri diritti.
Una super potenza, pertanto, può considerarsi tale non per la forza che risiede nelle sue milizie, ma per la capacità di promuovere quale unica strada maestra il dialogo e la diplomazia.
Giovane Italia Rossano, in conclusione, esprime tutta la solidarietà al popolo ucraino e, certamente, stigmatizza ogni stolida presa di posizione che mira alla soppressione di una identità, cultura, tradizione, volontà e sovranità popolare.
La sovranità popolare, certamente, non può risiedere in un singolo Sovrano Assoluto poiché finirebbe per fare i propri interessi particolari. La rinuncia alla libertà comporta la conseguente rinuncia alla dignità.
                                    
                          
                           Giovane Italia Rossano