Nel deserto parlerò al tuo cuore… (Os 2,16)
Nel Tempo di Natale, abbiamo detto a Gesù: c’è “posto” per Te nella  mia vita, augurandoci ed impegnandoci, così, a rispondere al Suo  Natale con il nostro Natale. La Quaresima 2014 ci interpella ora, sulla fedeltà: Gesù, che posto  sta occupando nel tuo vissuto? Egli inabita in te, ti fai amare da Lui? Dopo l’Anno della Fede, quali sono le zone d’ombra che oscurano il tuo  cammino di fede?

A tal fine la liturgia ci ripropone un itinerario forte di ascolto della Parola, di purificazione, di revisione di vita: una verifica del nostro essere cristiani! Ci introduce nel pellegrinaggio penitenziale della Quaresima, mostrandoci il punto di partenza di ogni esodo spirituale: – Il riconoscimento della nostra verità, fragilità umana, condizione di peccatori; – dell’Amore di Colui che chiama a sé la sua creatura: “ritornate a Me  con tutto il cuore”.
Il primo passo nel cammino della Fede è, dunque, convertirsi: lasciare il peccato, purificare il proprio cuore, non battere il mea culpa sul petto degli altri (Gal 6, 1-5). Chi riconosce i propri peccati è più grande di chi fa i miracoli e di chi risuscita i morti. “Chiedi perdono al Signore, anche dei peccati che non hai fatto, perché anche  se non hai commesso il male, non è merito tuo, tu l’avresti fatto, se Cristo non ti avesse sorretto” (S. Agostino). Non è una visione pessimistica dell’uomo, inteso come grande peccatore, ma è riconoscere che solo Dio è Dio, e noi siamo davvero e  profondamente capaci di ogni peccato (Gc 1, 14-16). Gesù, col Vangelo, cambia il mondo, ma lo cambia partendo dal centro del mondo che è il cuore dell’uomo (Mc 7, 14-23).
L’itinerario geografico-storico dell’esodo di Israele, dal Mar Rosso alla Terra Promessa, è il modello, il segmento paradigmatico dell’esodo spirituale/ascetico di ogni cristiano: dal Battesimo, attraverso il deserto della quotidianità, intrecciando il vissuto con la Parola e l’Eucaristia, guidato dalla Chiesa, Madre e Maestra, il  battezzato è sempre in cammino, fino all’approdo nella Casa del Padre, l’eternità. Ma, da dove deve iniziare l’esodo del vero credente? A quale schiavitù deve voltare le spalle? Quale “correzione di rotta”, cioè quale conversione praticare decisamente nel suo agire personale, familiare, sociale, ecclesiale? È necessario liberarsi dal peccato! È il peccato il “Faraone” di sempre che ci schiavizza con l’arroganza, l’inganno e la forza  pervasiva dei sette vizi capitali! Facciamo sempre dei buoni propositi, certo! Ma, come Israele, non fidandosi di Dio, col cuore e con la mente ritornava alla schiavitù e rimpiangeva di non poter soddisfare le proprie brame, così noi, facendoci omologare dalla cultura dominante, voltiamo, spesso, le spalle, ai Comandamenti, al Vangelo, agli Insegnamenti della Chiesa.
Lo stile di vita, senza limiti di tempo, di spazio, di età, è animato così da: * superbia, * autosufficienza ed autoreferenzialità, * egoismo, * satanismo, * codice di comportamento sintetizzato nel «fai ciò che  vuoi», «avere tutto, bene e subito», «è lecito ciò che mi piace», * uso distorto e spersonalizzante dei media, * consumismo.
Ciò NON abilita ad “attraversare il deserto” verso la libertà della vera realizzazione umana e sociale, MA fa “avanzare il deserto”. L’esasperato progresso tecno-economico ha prodotto anche tanti devastanti sottosviluppi materiali, cognitivi, morali e psichici. Il “deserto avanza” e soffoca il senso della vita, dei sentimenti, degli affetti, del vivere insieme. Si abbraccia ciò che fa morire! L’uomo, più si allontana da Dio, più si autodistrugge; più si avvicina a Dio, più umanizza la propria umanità. “Chi segue Cristo, uomo perfetto, diventa pure lui più uomo” (GS 41).
Entrare nella Quaresima, allora, non è solo assolvere a una tradizione religiosa, pur veneranda o, una ripetizione delle precedenti Quaresime. Vuole e deve essere il momento favorevole per ravvivare il dono di Dio, la Fede e la nostra appartenenza a Cristo (1 Tim 6,11); camminare in avanti verso la perfezione umano-cristiana; praticare il digiuno, il risparmio, il sacrificio, la sobrietà; compiere, decisamente, passi verso la Pasqua per poter, così dire: Cristo è la nostra Pasqua, la vera traversata, l’autentico passaggio per il migliore e gioioso uso dei nostri giorni: “Non sono io che vivo, è Cristo che vive in me”.
Evangelizzare È liberare! Verifichiamo e viviamo il nostro Battesimo sul modello di Gesù tentato nel deserto: – capacità e volontà di resistere al diavolo; – sostenere la propria vita di Fede al “Banco Alimentare” della Parola; – partecipare alla vita della Comunità Parrocchiale e nutrirsi dell’Eucaristia; – riconoscere e servire Gesù nei Fratelli: nell’era planetaria, l’amore cristiano deve splendere di rinnovata luce. Il Signore ci liberi: • da ogni male e da ogni peccato; • dalla schiavitù delle cose; • dall’idolatria di noi stessi; • dall’ipocrisia nella fede; • da una pietà senza gioia; • dall’intolleranza e dall’egoismo; • dalla paura e dalla sfiducia; • dal desiderio di essere ammirati ed apprezzati dagli altri. Ss. Trinità, – ci fidiamo di Te – ci affidiamo a Te – ci basti solo Tu. Nel cammino quaresimale, accompagnati da Maria.

Sac. Antonio De Simone