Sono ventidue anni. Ecco la condanna per Davide Morrone. Ha ucciso Fabiana Luzzi. Ne ha bruciato il corpo. In mezzo a tanto strazio, come niente, è tornato a casa, ha comprato la benzina, ha pensato a come chiudere quest’orrenda partita col Destino. Il Tribunale dei minori di Catanzaro, da parte sua, chiude la prima partita della Giustizia. Ci saranno critiche, in tanti protesteranno che ci volesse l’ergastolo.

Ma ci stanno le leggi e la condanna di Davide è quasi il massimo possibile in questi casi. Però, ci sta altro. In questo anno terribile per Corigliano Calabro e la Sibaritide, al di là della lapidazione pubblica dell’omicida, nessuno si è fatto, pure sotto voce, una domanda meno populista: perché? Per tanti è stato più comodo prendersela con la famiglia, e ci sta pure per carità, e soprattutto con la madre: da noi l’andazzo è sempre questo, del resto.
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