Il pittore russo è tornato nella Città del Codex.
Può capitare di incontrarlo in questi giorni, seduto su uno scalino, sotto la statua della madonnina che sovrasta Piazza Steri, servendosi di un muretto come cavalletto, tavolozza dei colori in una mano, pennello a punta fine nell’altra, a fissare la Torre dell’Orologio;

o nei pressi di Piazza Duomo, all’inizio della stretta via dell’Arcivescovado che dal sagrato della Cattedrale scende giù verso la piazzetta Commercio che un tempo ospitava il mercato. Non parla la nostra lingua, ma dell’Italia, ed in particolare della Città della Liquirizia, si è innamorato nel 2011, in occasione della mostra ospitata nel suggestivo chiostro di Palazzo San Bernardino dove sono state esposte 50 delle sue apprezzate opere in tutto il mondo.
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