Nasce una Scuola di Teatroterapia. Puntare sulla formazione e contrastare il clientelismo
Rossano, Lunedì 28 Aprile 2014- “Occorre superare la visione ottocentesca del teatro e guardare alle discipline teatrali come forma di cultura, fondamentale per la crescita individuale e collettiva.

Va bene il divertimento puro e fine a se stesso, ma attenti a definirlo eccellenza culturale”. Il prof. Carlo Fanelli, Presidente Associazione “Maschera e volto” e Docente Comunicazione e DAMS presso l’Università della Calabria, sottolinea la necessità di una formazione culturale differente, soprattutto in questo territorio in cui manca la consapevolezza di cosa sia realmente il teatro. Da qui l’invito alla sinergia e l’appello rivolto in particolar modo alle Amministrazioni Pubbliche: “La cultura fa mercato, produce soldi, se viene fatta con lungimiranza; il clientelismo fa male a tutti”.
 
Nel corso della conferenza stampa, tenutasi sabato mattina presso la gelateria Capani e moderata dal giornalista Serafino Caruso, per la presentazione dei corsi della Bottega di Arti…Giovani “Scuola di teatro e teatroterapia”, attivati dall’Associazione culturale e teatrale “Maschera e volto” sostenuta dalla FIT (Federazione Italiana Teatroterapia), il prof. Fanelli e la dott.ssa Imma Guarasci, regista e teatroterapeuta, affiancati dal giovane attore Moisè Curia, hanno ribadito l’importanza della formazione, per chi vuole fare teatro da un punto di vista professionale o semi-professionale e per chi intende promuovere il teatro come valore culturale in grado di incidere sul territorio. “E’ prevalente l’improvvisazione. Insistere sulla formazione – afferma il prof. Carlo Fanelli – non è solo velleità, il talento ce l’hanno in pochi, vogliamo invece offrire la possibilità di alternative al disagio sociale e ripristinare l’idea di teatro come valore di crescita”. In tale ottica, sul piano della formazione professionale, si inquadra la “bocciatura dell’esistente”, così motivata dal prof. Fanelli: “Va bene creare allegria, ma quando il dilettantismo resta fine a se stesso  è pericoloso definirlo “eccellenza culturale”. Se parliamo solo di divertimento va benissimo ciò che c’è già, ma se intendiamo fare cultura e formazione coinvolgendo anche le scuole e i giovani allora dobbiamo guardare da un’altra parte”. Fondamentale, a tal proposito, il ruolo delle Amministrazioni Pubbliche che, nell’elargire contributi, dovrebbero scegliere “attraverso parametri meritocratici e non clientelari. Il clientelismo – ribadisce il presidente dell’Associazione “Maschera e volto”- fa male a tutti. Il dialogo e il confronto con le Amministrazioni Pubbliche è importante, laddove queste si dimostrino capaci di comprendere il percorso culturale che si vuole offrire. La cultura fa mercato, fa soldi, se viene fatta con lungimiranza. La formazione serve anche a capire questo”. A settembre partiranno a Rossano i corsi della Bottega di Arti…Giovani “Scuola di teatro e teatroterapia”, attivati dall’Associazione culturale e teatrale “Maschera e volto” affiancata dalla FIT (Federazione Italiana Teatroterapia). La teatroterapia è una disciplina professionale che consente di attivare processi di trasformazione e di apprendimento basati sulla motivazione interna. “La capacità della teatroterapia – afferma la dott.ssa Imma Guarasci – consiste nella possibilità di fornire attraverso lo strumento teatro un modo nuovo di approcciarsi a se stessi. In questo territorio c’è bisogno di un cambiamento, di uno strumento nuovo. Stiamo attraversando un periodo di crisi esistenziale e di trasformazione, per questo è importante che la teatroterapia, intesa anche come “teatro del benessere”, nasca qui ora che è necessario riappropriarsi delle proprie esigenze e dei propri tempi”. La scuola è rivolta anche a persone con disabilità, sia come metodo per approcciarsi al teatro sia come strumento per relazionarsi meglio con gli altri e gestire le emozioni. “Non siamo alla ricerca di eventuali talenti ma a loro disposizione – ha aggiunto il prof. Fanelli – così come Associazione “Maschera e volto” siamo sempre stati a disposizione del territorio”.
 
Rilancia l’importanza della formazione e dello studio anche il giovane attore rossanese Moisè Curia, nato proprio nella scuola diretta da Imma Guarasci e poi perfezionatosi presso l’Accademia di Arte drammatica Eutheca e il Centro Sperimentale di Cinematografia. Reduce dal successo televisivo delle serie “Braccialetti rossi” e “Non è mai troppo tardi”, attualmente impegnato sul set cinematografico con i fratelli Taviani e Daniele Ciprì, Moisè non ha dubbi: “Il talento, da solo, non basta. Attraverso la formazione, dalla quale non si può prescindere, si raggiunge la consapevolezza e si lavora sulla capacità di replicare un sentimento, un’emozione, un movimento. Ho frequentato tre scuole e credo che un attore non possa mai definirsi arrivato. Un attore non si ferma mai, ogni giorno impara qualcosa ed è importante trovare persone competenti, altrimenti si rischia di rovinare ciò che si possiede”. Talento e formazione, quindi, ma anche i canali giusti, intesi come “trovarsi al momento giusto con il regista giusto – conclude Moisè Curia – che sta cercando proprio un volto come il tuo”.