Bilancio 2013 e oculatezza economica. Recuperato un parametro deficitario, ora sono solo tre. Tagliata sensibilmente la spesa corrente. Ridotta di oltre il 70percento l’anticipazione di cassa, dai 6milioni del 2011 si passa a quasi 3milioni di euro. Rispettato il Patto di Stabilità. Liquidati tutti i debiti certificati antecedenti al 2012, aderendo al decreto 35/2013. Rispettata la previsione finanziaria.

Rossano, grazie ai governi di centro destra, continua a rimanere un modello virtuoso di riferimento nella gestione delle risorse e dell’amministrazione pubblica. Rimangono criticità, ma la strada intrapresa per risanare le casse dell’Ente è quella giusta e porterà a risultati certi. 
 
Il Consiglio comunale, lo scorso Mercoledì 30 Aprile, ha approvato il Bilancio consuntivo 2013, illustrato all’Assise civica dal sindaco Giuseppe Antoniotti, dopo il costante confronto con l’Assessore al ramo e il Presidente della Commissione Bilancio, Sergio Stamile e Natale Chiarello.
 
Proprio il Primo cittadino, nel suo intervento (guarda qui video integrale http://youtu.be/IJJHYKOwPgc), ha fugato ogni dubbio su alcune e inconsistenti conclusioni tratte nelle ore successive alla prima seduta, andata deserta – ha ricordato Antoniotti – perché attendevamo dal Governo la comunicazione di una proroga, di cui è giunta conferma, dei termini di approvazione del consuntivo. L’ennesima caccia alle streghe dell’opposizione si è dimostrata, dunque, una sciocchezza colossale. Questa maggioranza rimane unita e coesa.
 
Il Sindaco, poi, è entrato nello specifico del rendiconto 2013. Abbiamo tagliato le spese – esordisce il Sindaco – e recuperato un parametro deficitario. Scongiurando, di fatto, ulteriori pericoli per le casse dell’Ente. Ma l’oculatezza e l’attenzione di questa Amministrazione comunale ai conti pubblici, che ci ha permesso di rispettare a pieno il Patto di Stabilità, è andata ben oltre, raggiungendo risultati importanti. Abbiamo dato una sferzata netta al regime economico ereditato dal precedente governo di centro sinistra che aveva lasciato in eredità un’anticipazione di cassa di circa 6 milioni di euro, oggi ridotta a poco meno di 3 milioni. Forse qualche giovanotto smemorato dimentica che l’allora uscente maggioranza Filareto non approvò il conto consuntivo 2010 e che dalla verifica straordinaria di cassa, avvenuta al subentro del Sindaco Antoniotti, emergeva un debito con Banca Carime, all’epoca tesoreria comunale, pari a circa 6 milioni per anticipazione. Magari avessimo vantato dei crediti! Per non dimenticare i 6,8milioni chiusi con l’anticipazione di liquidità (dl 35/2013) che ha permesso il saldo di debiti pregressi precedenti al 2012. Noi non abbiamo fatto spese folli, siamo stati parsimoniosi. E questo è un dato di fatto inconfutabile. Probabilmente – ricorda Antoniotti – se il Governo centrale, molto caro a qualche consigliere di minoranza, avesse avuto maggiore virtuosismo nella gestione dei bilanci e avesse trasferito ai comuni tutte le spettanze, probabilmente saremmo riusciti addirittura a chiudere le casse in parità quantomeno con l’esposizione debitoria in banca. In quanto, il Bilancio presenta un avanzo libero di oltre 1,3milioni, che destineremo a risanare ulteriormente i conti. La riduzione della spesa corrente di oltre 1,5milioni è la prova provata di un indirizzo integerrimo contro le spese pazze. Abbiamo tagliato sui fitti passivi, sulle utenze, su convegni, sulla comunicazione e ridotto al minimo storico le spese per trasferte, straordinari, integrazioni salariali e le spese personale. Il tutto in rispetto dei principi fondamentali di finanza pubblica. Resta amarezza per non aver potuto intervenire in modo ancora più incisivo sul sociale, visto e considerato che per la finanza pubblica il disagio dei cittadini è considerato solo in termini economici e non tiene in conto dei problemi che attanagliano la sopravvivenza delle famiglie. È vero, la riscossione dei tributi è sensibilmente calata nell’ultimo anno, ma è pur vero che ci troviamo di fronte ad una condizione d’indigenze diffusa che ci fa credere che i cittadini non paghino le tasse perché, ovviamente, non hanno soldi. E non per mancanza di controlli o peggio ancora per loro stessa stoltezza. E a proposito, lasciano l’amaro in bocca le affermazioni dell’opposizione che, ancora una volta, ha perso una buona occasione per tacere e recitare un profondo mea culpa. La concreta difficoltà nel far quadrare i conti è rappresentata dalla confusione gestionale della precedente giunta di centro sinistra che oltre ad aver lasciato il comune in una situazione debitoria allarmante, ha prodotto una serie di atti che continuano a mettere a repentaglio gestione dell’Ente. Il riferimento – coclude Antoniotti – è non solo alla valanga di determine e delibere mai evase, ma anche ad impegni assunti e contratti sottoscritti, con aziende e privati, mai onorati. Non ultime le note vicende Sibaritide e Rodeco che hanno fatto gravare sui bilanci del municipio un ulteriore milione e mezzo di passivo.