La Camera dei deputati, in una recente adunata, ha approvato l’abrogazione del reato di  immigrazione clandestina.
Con 332 voti a favore e 124 i contrari sono state apportate le rettifiche a una legge che garantiva una certa stabilità sull’affluenza dei clandestini che provenivano per vie marittime e territoriali. Ebbene, il Ddl cassato venne concepito nel 2009, dall’allora ministro dell’interno Roberto Maroni, per volere del Pdl e della Lega Nord.

La legge Bossi-Fini, in illo tempore, prevedeva il reato di clandestinità per tutti coloro che entravano in Italia senza regolare permesso di soggiorno. Il permesso di soggiorno veniva concesso solo a chi aveva un contratto di lavoro e durava due anni per i contratti a tempo indeterminato. Con la perdita del lavoro, di conseguenza, scadeva anche il permesso e quindi scattava il rientro in patria. Per le persone senza permesso di soggiorno, ma con documento di identità, scattava l’espulsione per via amministrativa con la pedissequa decisione del Prefetto della Provincia e l’accompagnamento da parte delle forze pubbliche in frontiera. Chi invece entrava in Italia senza documenti, veniva condotto nei Centri di Identificazione ed Espulsione per sessanta giorni per le pratiche di identificazione; se non si risaliva all’identità, veniva ordinata l’espulsione in tre giorni.
Con l’attuale disegno di legge, invece, il Parlamento si pone quattro obbiettivi generali: delegare al Governo la disciplina di pene detentive non carcerarie, ovvero da eseguire presso il domicilio; delegare il Governo a realizzare una depenalizzazione; introdurre la messa alla prova nel processo penale; disciplinare in modo innovativo il processo a carico di imputati irreperibili. Entro diciotto mesi dall’entrata in vigore della legge, il Governo dovrà trasformare in illeciti amministrativi una serie di reati. Tra questi il reato di immigrazione clandestina. In realtà, ad essere abrogata, è stata solo la parte della Bossi-Fini che prevede il reato di ingresso illecito in Italia. L’arresto viene mantenuto per gli immigrati che rientrano nel nostro Paese dopo un provvedimento di espulsione.
Orbene, a tal uopo una domanda sorge spontanea: come mai questo esecutivo ha inteso abrogare un reato che ben disciplinava il flusso delle immigrazioni clandestine?
La risposta a tale quesito è diretta: nella deviata concezione d’accoglienza della fazione di sinistra non rientra affatto il reato di immigrazione clandestina e grazie a questo provvedimento in Italia gli sbarchi sono aumentati del 823%.
Abolire, dunque, questo reato non ha sortito per niente giovamenti alla nostra Nazione. Occorre, pertanto, garantire un certo ordine all’interno dello Stato e soprattutto tutelare l’incolumità e la sicurezza dei nostri cittadini. Con ciò, sicuramente, non vogliamo profondere discorsi razzisti poiché l’immigrato, quello in regola, deve essere ben accolto. Il popolo italiano, in questo marasma, sta patendo le ingiustizie di una crisi economica che ininterrottamente avanza. Lo Stato, per cui, ha l’onere di elargire le dovute misure di sicurezza al fine di evitare l’alimentarsi dell’odio verso queste genti.
Forza Italia Giovani Rossano, in conclusione, auspica che questa legge possa essere rivisitata al fine di ripristinare il reato di immigrazione clandestina in modo da ristabilire al meglio equilibri e flussi migratori per vie marittime e territoriali.

                                                                       Forza Italia Giovani Rossano

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